mercoledì 16 dicembre 2009

Amor Vincit Omnia

Ovvero, uno studio sulla pignoleria

Come seguito del post precedente, per continuare lo studio sull'inspiegabile odio che pervade psicolabili, giornalisti, giudici, politici, contestatori e coglioni, e tanto sta facendo preoccupare il Governo Italiano, metto qui un lampante esempio di quali sarebbero invece i giusti toni da usare nell'agone politico, per smorzare i toni, mantenere la calma sociale, diffondere una cultura dell'amore.

Si parte coi capitoli 1 e 2, da studiare bene: è Natale e tutti sono più buoni, e noi? Non vorremo mica... sfigurare?

"Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ieri ha spiegato in Parlamento che dal 1994 è in corso in Italia "una campagna d’odio" contro Silvio Berlusconi. Fortunatamente il premier è intervenuto subito e dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato dopo la vergognosa e ingiustificabile aggressione subita domenica sera, ha ricordato che "l’amore vince sull’odio". Lo dimostrano, tra l’altro, le centinaia di interventi suoi e di esponenti del centrodestra che negli ultimi 15 anni sono sempre stati improntati al buon senso e alla moderazione. Ecco dunque una necessariamente breve antologia delle migliori frasi di quello che potrebbe essere chiamato il Partito dell’Amore.

lunedì 14 dicembre 2009

Il Premier più bersagliato degli ultimi 150 anni

Ovvero, uno studio sull'odio.

Una persona malata di mente tira una mattonata sui denti di un uomo. Una simile notizia resterebbe probabilmente circoscritta all'ambito strettamente locale, con unanimi manifestazioni di solidarietà alla vittima e qualche blando dibattito sulla follia e sulla difficoltà di gestire le persone affette da grave disagio psichico, spesso lasciate sole assieme ai loro familiari.

Una persona malata di mente tira una mattonata sui denti di un uomo ricco, famoso e molto controverso, che si è fatto negli anni molti nemici. In questo caso la notizia avrebbe certamente una diffusione molto maggiore, proporzionale alla fama del VIP coinvolto. I suoi amici sarebbero indignati e cercherebbero di farla pagare cara al colpevole ed a chi doveva averne cura. I suoi nemici si dividerebbero fra equosolidali (perchè la violenza non è mai una scelta eticamente condivisibile) e carogne ("oh finalmente qualcuno c'è arrivato").

Facciamo un esempio vippissimo: avete presente Fabrizio Corona?


lunedì 7 dicembre 2009

Wounded Knee (people are fragile things, you should know by now)


Gli Editors hanno ragione: la gente è fragile, dovremmo saperlo e stare attenti a quello a cui la sottoponiamo. Cerco sempre di tenerlo a mente, ma a volte purtroppo me ne scordo. Soprattutto quando riguarda me stessa: diciamo che ho la tendenza a sopravvalutare le mie forze!

Stavolta, sorda alle implorazioni del mio menisco, ho trascinato Silent e le mie vecchie membra stanche in una tre giorni di fuoco a Roma, inanellando il concerto degli Editors, un giro della capitale e la manifestazione del No B Day. In teoria non doveva essere nulla di troppo atletico: avevamo prenotato un B&B vicino al Teatro del concerto, che dalla cartina risultava ubicato in culo all'urbe, per poi muoverci sempre usando i mezzi pubblici. Non avevamo però fatto i conti con l'oste, in senso letterale!
Appena scesi dal treno, troviamo ad attenderci il solertissimo albergatore, che tra un Ahò e una pacca sulla spalla ai tassisti in fila ci annuncia felicissimo di averci tenuto posto, allo stesso prezzo stracciato, in un suo nuovissimo hotel proprio in centro. L'albergo è effettivamente centralissimo, la camera a dir poco lussuosa, il personale gentilissimo... solo che quando chiediamo indicazioni su come raggiungere il teatro, suscitiamo reazioni preoccupate: "ah regà, q.lla zona llà nun è pproprio bbella 'a notte, sete sicuri che c'avete pproprio d'annà?" Si, siamo sicuri. "Vabbè, è fascile: prennete er tram n.14, scennete ar capolinea d'a prenestina, annate su dritti pe viale tojatti e poi traversate. Ma me raccomanno, regà, non date confidenza, non state a sentì a nessuno!"


mercoledì 11 novembre 2009

Shantosissimo Matrimonio Indu


Ovvero, come passare un fine settimana festoso e decisamente alternativo in mezzo a illuminate incarnazioni divine, maestri di meditazione yoga, famiglie equosolidali, studiosi di filosofia, fricchettoni di ogni nazione, cantori di mantra, suonatori di strumenti orientali, mercatini di incenso, corone di fiori e profumo di spezie senza dover andare in India. Sì perchè per matrimonio indù intendo proprio una celebrazione d'amore con rituale induista (precisazione necessaria per i miei lettori locali, che potrebbero fraintendere e sfottermi dicendo "eccerto, ciambotta, un matrimonio se fa sempre in du'").

Archiviata la peggiore battuta del secolo, passo a narrarvi questo particolarissimo evento. Partiamo domenica mattina, una rappresentanza di tre donne ed un solo uomo, d'ora in avanti chiamato lo stoico visto che, per colpa dello sciopero delle ferrovie, si è dovuto sorbire 400 chilometri chiuso in un'automobile satura di emozioni estroprogestiniche e chiacchiere! Se non è una prova d'amicizia questa...
Dopo ore e ore di impietosi spetteguless, pioggia, asfalto, soste plin plin, grigia pianura padana e tangenziali bloccate piene di milanesi nevrastenici, arriviamo in albergo. Parcheggiamo passando per un pertugio che ci fa capire il significato della parola "ottimismo" e depositiamo gli scarni bagagli in due camere che incarnano perfettamente lo stile "scalcagned recicling" (ma del resto siamo marchigiani, il nostro motto è "basta che sia pulito"), quindi ci fiondiamo al luogo del raduno.


giovedì 29 ottobre 2009

London Eye


Se in questi giorni vi trovate catapultati oltre Manica per caso, per lavoro o per amore e, dopo aver visitato tutte le attrazioni della bustling London, siete in cerca di nuove prospettive, potreste recarvi alla mostra "Myths and Fairytales" che apre da oggi fino al 22 novembre.

Inserita nell'ambito del Photomonth, ossia il festival della fotografia di London East, la mostra espone il particolare punto di vista di tre artisti riguardo al mito, al folklore e all'immaginazione. La nostra beniamina Francesca Tilio fa parte del terzetto, con le sue foto in cui reinterpreta un capolavoro del teatro francese, “Les Bonnes” di Jean Genet. Il suo stile particolare cattura in modo intenso le contraddizioni e le perversioni che portano al dramma quando le persone confondono finzione e realtà, sogni e desideri.

Altre informazioni anche sull'immancabile librodifacce. Buona visione e... occhio: se vedete una bella ragazza mora che punta una macchina fotografica nella vostra direzione, sorridete!

Il giorno di dolore che uno ha

Ci sono quelle giornate in cui sì la vita è molto carogna ma noi gli diamo pure una bella mano, e succede quasi sempre quando invece ti stavi convincendo che forse forse ce la fai a sfangarla. Attenzione, è proprio quello il momento da temere, quando ricominci a sperare. Perchè basta una stronzata, ti distrai e ti ritrovi col culo per terra nella pozzanghera, con la stanchezza che ti assale subitanea ed inarrestabile come un conato di vomito, e crolli. Vorresti mandare tutto affanculo, metterti a letto e svegliarti a primavera 2012, tanto per controllare se i Maya c'avevano ragione. Qualcuno lo fa. Qualcun'altro molla tutto e scappa in un atollo delle Hawaii. Io sono tornata a casa, ho fatto un paio di faccende frenetiche venute malissimo e lasciate a metà, cercando invano di tenere a bada l'ansia, poi mi sono skiantata sul divano ed ho ceduto all'autocommiserazione per tutta la serata.


Intanto, una parte di me mi maltratta inveendo come il Sergente Hartman (brutta smidollata, tirati su e smetti di sfrignare, sennò ti svito la testa dal collo ecc ecc) perchè dopo aver tenuto duro per tanto tempo mi lascio avvilire da errori banali, evitabili, ma soprattutto autoinflitti!


venerdì 23 ottobre 2009

Linux Day, sabato anche a Senigallia

In questi giorni è uscita Windows 7. Speriamo che abbiano subito chiuso la porta a doppia mandata per non farla rientrare!

Battutacce a parte, ho sviluppato una certa allergia non tanto per i prodotti Microsoft (colpa anche di Vista, che mi sono ritrovata mio malgrado sul nuovo pc e mi sta facendo vedere i pixel verdi), quanto per la strategia commerciale che sta dietro di loro: lo strapotere di Bill & Co non si basa sull'oggettiva superiorità dei loro programmi, quanto sulla diffusione capillare e coercitiva per cui tu, semplice utente di computer che ne capisci poco o niente, vai a comperarti un normalissimo pc e il 98% di quelli in vendita ha già installata una delle tante versioni di Windows. Se ti è andata male, ti ritrovi con Vista.

martedì 20 ottobre 2009

Ma quanti eravamo alla manifestazione? Te lo dice Occhio di Lynce!


(foto di Maddechè, La Piaga di Velluto)

E' uno dei grandi dubbi della nostra civiltà, di quelli che suscitano un delirio di ipotesi contrastanti, più degli ufo, più dei cerchi nel grano e delle puntate di Voyager.
Ora però anche Giacobbo potrà finalmente chiudere almeno un'indagine, fra le centomila lasciate a vagare nella suspance, con trionfale certezza: hanno infatti messo a punto un programma che riesce a conteggiare con esattezza il numero delle persone presenti ad una data manifestazione.

martedì 13 ottobre 2009

La Doppia Ora


Le 16.16: un'ora doppia, lo stesso numero che si ripete. Un momento magico in cui il tempo sembra duplicarsi, ed offrire la possibilità di lasciare da parte il tracciato della propria vita per addentrarsi in nuove strade, nuove possibilità. E' un attimo in cui tutto sembra possibile, e allora nasce l'impulso di esprimere un desiderio, come quando si vede una stella cadente, anche in coloro che non credono più ai miracoli.

Questo fine settimana sono andata a vedere il primo lungometraggio di Giuseppe Capotondi, regista mio concittadino, di cui però non avevo mai sentito parlare fino a quando il suo film lo ha proiettato al centro dell'attenzione nazionale ed internazionale, con l'ottima accoglienza della critica ed il premio all'interprete femminile all'ultima Mostra Internazionale dell'Arte Cinematografica a Venezia.

martedì 6 ottobre 2009

Piccoli ritocchi

E' un po' di tempo che cerco di mettere ordine nella mia vita, ma se davvero esiste una forza superiore che ci guida, evidentemente ha caricato sul mio navigatore delle mappe sbagliate, oppure ha un senso dell'umorismo alquanto bislacco...

Così percorro la mia strada un po' a tentoni, cercando di evitare le buche più dure (ah Battisti, quante volte mi togli dagli impicci metaforici) ma anche di lasciare meno morti e feriti possibile lungo il percorso. Però, ogni volta che credo di essere finalmente sulla strada giusta, sbuca un tir che m'investe in pieno, puntando dritto verso di me con la cieca predestinazione del fato. Ed io ho regolarmente lasciato l'airbag a casa...

La stessa cosa accade, più o meno, quando l'antitesi del geek cerca di capire come modificare il proprio blog, per sistemare le cose che non vanno bene (oppure per seguire indefiniti pruriti di cambiamento, in fondo tutta questa inquietudine ha sempre la stessa radice, no?) Comunque, tanto nel blog come nella vita capita spesso di credere di aver risolto i problemi, e ritrovarsi invece a fronteggiare il fatto che l'ultima modifica ha scombinato tutto più di prima.

venerdì 2 ottobre 2009

Come capire quando è giunto il momento

di cambiare lavoro?

Eh lo so, ormai voi fidi lettori penserete che sto blog stia diventando un tantino monotono, e c'avete indubbiamente ragione... ma che ci posso fare se mi tocca preoccuparmi di come guadagnare la pagnotta, dato che purtroppo non sono nata ereditiera, non ho sposato un riccone, e non è probabile che io vinca al superenalotto (colpa mia che non ci gioco)? Lo so, lo so, Tvemonti mi guavdevebbe scvollando il capino, è tutto sbagliato e con un atteggiamento psicologico così negativo io stessa alimento la cvisi mondiale che s'impenna!!

Comunque, per coloro che hanno perso, stanno per, o hanno paura di perdere, il lavoro: cantiamo tutti insieme il mantra della crisi, che ci porterà fortuna!

martedì 29 settembre 2009

Esempio di comunicazione strategica

Oggi mi va di inventarmi una storia un po' trucida, qualcosa che sondi i profondi abissi dell'animo umano, le perversioni insospettabili che possono scaturire da una psiche tormentata e instabile... E visto che i nostri più grandi esperti di politica e finanza continuano a ripetere che l'attuale crisi economica non è affatto reale, bensì solo psicologica, colgo la palla al balzo per ambientare uno psicotriller in un ambientazione very business!

Immaginiamo una situazione in cui il protagonista (che per ora chiamerò Mad Max) stia lavorando per una ditta che, nonostante gli enormi sforzi fatti da tutti i lavoratori, sta andando a rotoli a causa della cattiva gestione dei proprietari, i quali per mesi e mesi non si sono degnati di dare comunicazione alcuna ai dipendenti sullo stato reale delle cose e sui piani futuri.

Un'agonia di -boh, diciamo- quattro anni -mi sembra un periodo di tempo che possa giustificare una certa incazzatura, no?- durante i quali il nostro Mad è stato trattato come una bestia da soma, tra superlavoro non riconosciuto, casseintegrazioni varie, stipendi a singhiozzo, accuse di ogni genere (è la vostra negatività che danneggia la ditta, se non siete d'accordo la porta è quella, e non rompete le scatole ecc ecc), mentre sempre più soldi venivano dirottati nelle tasche dei proprietari oppure di nuovi supersupermanagers dai gran titoli e dai pochi fatti.

giovedì 24 settembre 2009

sempre in merito alle PMI locali

(vignetta di Natangelo)

Innanzitutto ringrazio tutti quelli che stanno contribuendo alla discussione sull'agonia del tanto lodato modello economico marchigiano, e vorrei aggiungere un paio di spunti di riflessione stavolta più personali: mi sembra che queste ditte a conduzione familiare nascano come poco più che piccole botteghe artigiane. Tutta la famiglia vi è coinvolta, e controlla direttamente tutte le fasi della lavorazione. Una volta incocciati l'idea e/o il prodotto giusti, si ingrandiscono senza però cambiare la propria struttura. La mentalità resta artigiana, per cui il capo (e la famiglia) controlla tutto, non delega nulla, e quindi più aumentano le dimensioni della ditta più il normale svolgimento delle attività si rallenta. E se non ci si adatta, alla fine s'incricca!

domenica 20 settembre 2009

Psicotest

Segnalato dal facondo Livefast, ho fatto questo psicotest basato sugli studi di Jung e successivi sviluppi, ed il risultato è: ENFJ, ossia temperamento idealista, tipologia maestro, carattere estroverso ma non troppo, intuitivo, empatico!
Soddisfacente, direi ;)

Se vi piacciono i test e masticate benino l'inglese, non vi resta che cimentarvi!
Per altre informazioni e per decrittare le sigle, potete leggere qui.

Buon divertimento


sabato 19 settembre 2009

Vignette

Ho trovato un sito facile facile carino carino dove anche una spastica come me può creare vignette :)


In morte del modello industriale marchigiano

Avete presente il miracolo economico marchigiano?

Quello che ha spinto la nostra regione a lasciarsi alle spalle un retaggio di povertà contadina e arretratezza tecnologica per lanciare un modello industriale basato su un microcosmo di piccole ma agguerritissime imprese a conduzione familiare, che sfruttavano i "metalmezzadri" (nella brillante definizione del nostro illustre conterraneo Fuà) senza però creare lacerazioni insanabili nel tessuto sociale e che impiantavano industrie nelle loro zone, senza infrastrutture ma anche senza fratture, cioè senza creare gli agglomerati che hanno stravolto il Nord. Piccole ditte che sono cresciute grazie alla lungimiranza dei fondatori e all'incredibile passione per il lavoro dei marchigiani (che a stacanovismo se la giocano alla pari coi cinesi, e lo dico per esperienza personale) e che, quatte quatte, hanno scalato i vertici del mercato e le classifiche del benessere, arrivando a dare lavoro a migliaia di persone ed aprire sedi in tutta Italia e poi all'estero.

Un modello talmente efficiente da essere oggetto di studi ed analisi che ne evidenziavano le peculiarità vincenti: la flessibilità, la snellezza organizzativa, il dinamismo imprenditoriale. Un modello per cui le Marche sono diventate sinonimo di eccellenza in moltissimi settori (dall'abbigliamento ai mobili, dagli elettrodomestici agli strumenti musicali, dalle scarpe all'elettronica, yacht e così via), ed incarnato da vere e proprie dinastie di industriali.

Bene, dimenticatevelo, è morto.

sabato 12 settembre 2009

Italian Graffiti

Ho un rapporto ambivalente coi graffitari: da una parte, mi piacciono tantissimo i disegni (io che non sono capace manco di dare una parvenza 3D al solito ometto con la testa a palloncino ed il corpo a filo), mentre ho una schietta antipatia per i tag (uno che ricopre ogni centimetro di muro con una sigla non è un artista, solo un grafomane triste e ossessivo-compulsivo) come pure per le varie dediche e invettive. Insomma, fatta salva l'umana empatia per le sofferenze altrui, in fondo a me e agli altri 6 miliardi di persone non ce ne può fregare di meno se un anonimo Pinco Pallino ritiene che X sia uno stronzo o Y una p... escort: caro Pinco, molla il pennarello o spray, munisciti di coraggio e risolvi la cosa fra di voi!

Però da circa un mesetto, durante i miei lunghi andirivieni dal lavoro, mi sono appassionata ad una storia tristissima che si sta lentamente dipanando a furia di iscrizioni sui vari muri e muretti della città con una raffineria dentro. E' cominciato tutto sul muro di un palazzo, dove il Pinco di turno confessava di aver indotto un suo amico a fumare per dividerlo dalla ragazza. Quello che mi ha colpito non sono stati i caratteri cubitali della scritta, l'impressionante percentuale di errori grammaticali pro parola, l'indubbio messaggio salutistico (eh, i danni del fumo...). Quello che mi ha fatto rallentare è stata la chiusura: "lei non verrà mai a sapere". O lei è ancora più analfabeta dello scrivano, oppure si è trasferita, altrimenti -ho pensato- la città con la raffineria dentro non è sterminata, c'è il rischio che qualcuno degli indigeni capisca di chi si sta parlando.


giovedì 27 agosto 2009

Art Attack ad Ar(t)cevia

In queste afosissime serate agostane, la subdola tortura delle zanzare (che hanno invaso la mia dimora dimostrandosi resistenti ad ogni arma di sterminio) cospira con la nube di umidità monsonica che staziona ormai permanentemente nel mio soggiorno per cacciarmi fuori dai miei possedimenti a cercare refrigerio ove possibile.

Vorrei partire ma, data la drammatica carenza di soldi (ricevere lo stipendio a cadenze bimestrali inizia ad innervosirmi), la tanto vagheggiata crociera lungo i fiordi della Norvegia resta ben chiusa nel mio cassetto, assieme al progetto di vincere il Nobel per la Letteratura prima dei 35 anni, sfornare subito dopo due gemelli sanissimi bravissimi e bellissimi tornando inoltre più in forma di quanto io sia mai stata, ricevere la notizia di essere l'unica erede di un vecchio prozio miliardario (beh, almeno è più probabile che non vincere al superenalotto), e scoprire il metodo per attivare le sinapsi dormienti del cervello con conseguenti superpoteri (da usare ad esempio per pulire, cucinare e depilarmi con la sola forza del pensiero). Vabbè, il cassetto è capiente e poi ci sarebbe anche tutto il comparto hot, ma vi risparmio.


martedì 11 agosto 2009

Come ti manipolo il sondaggio

Avviso ai naviganti: trattasi di post estremamente futile, autocelebrativo e fuorviante. E' consigliata l'astensione alla lettura per tutti coloro che credono che un blogger abbia il diritto di scrivere solo cose serie e impegnate.

Fatte le dovute premesse, vi linko la denuncia del noto blog Piovono Rane, che segnala una clamorosa svista causata dal "trappolone del sondaggio estivo": praticamente, molti giornali e blog hanno preso per buono e rilanciato in un inarrestabile tam-tam mediatico il risultato di un sondaggio che, analizzato più approfonditamente, si è invece rivelato inesatto e fuorviante. Seguite il link se volete sapere di che si tratta.

Potrei usare questa rivelazione per invitare, come fa Gilioli, ad avere più spirito critico e a non dare sempre tutto per scontato, soprattutto se si ha intenzione di fare informazione.

Potrei usarla anche per ridicolizzare lo stato dell'informazione in Italia, talmente superficiale che persino telegionali e quotidiani nazionali non fanno un minimo di ricerca prima di divulgare qualsiasi notizia.

Potrei! Invece ne approfitto per segnalarvi che questo blog, signori miei, si vanta di propinarvi da ormai quasi due anni dei sondaggi inediti, assolutamente inutili e che potete storpiare e rilanciare come meglio volete. Quindi che aspettate? Lanciatevi subito nel nuovo sondaggio sulle sagre estive, che trovate nella barra di destra.

Votate, votate e chi lo sa, magari un giorno con il vostro contributo qualcuno di questi sondaggi potrà essere citato a sproposito da qualche telegiornale ;)

Programmazione TV: HORROR...

Senza riprendere in esame la situazione dell'informazione pubblica televisiva in Italia (che sennò non finisco più, e poi c'ho il richiamo del cazzeggio estivo che mi distoglie), vorrei esprimere il più generale senso di orrore che mi coglie se mi azzardo ad accendere la TV: il solito riciclaggio di vecchiume e riempitivi di indubbio gusto (nel senso che indubbiamente fanno pena), la jettatrice in giallo, l'ispettore mannaro divorapanini, tristissimi amarcord di spezzoni di supervarietà, altrettanto tristi telenovelas e il meglio dei flop al botteghino delle passate stagioni... Mio Dio, la programmazione estiva della TV pubblica è più trita e ripetitiva della rotazione dei video su MTV!!!

Però l'autunno è alle porte, ed i reality stanno affilando le unghie per ghermire l'audience (e stracciarle l'anima). Uno ha giocato d'anticipo, per accaparrarsi i pochi stanchi spettatori che resistono al caldo e alle zanzare inchiodati ai divani: rullo di tamburi! Signore e signori, ieri è iniziato Celebrity Bistury, condotto da nientedimenoche Elisabetta Gregoracci, la casta soubrette nostrana nota come colei che ha portato all'altare nonno Flavio Sciupafemmine Briatore e già protagonista di Vallettopoly, reality giudiziario che si è aggiudicata a colpi di baciny (intimy).

lunedì 10 agosto 2009

Secessione nelle Marche

Eh sì, non bastava quell'assurdità economico-politica di San Marino: ora ci si mettono pure quegli skizzinosi dei comuni dell'Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello), che si sono staccati dalle Marche per unirsi all'Emilia Romagna. Il passaggio è stato richiesto con un referendum popolare che ha visto oltre l'80% di consensi, ed ora altri due paesi (Montecopiolo e Sassofeltrio) stanno cercando di seguire lo stesso iter, mentre in altri comuni della zona il referendum è fallito.

Non sono serviti né il riconoscimento della peculiarità della zona con l'istituzione della Comunità Montana (e relativi benefici) né il protocollo di collaborazione fra le regioni Marche ed Emilia Romagna proprio allo scopo di "trovare sempre più adeguate soluzioni alle esigenze di un territorio complesso”: loro nelle Marche proprio non ci vogliono stare!

Personalmente non me ne frega una beneamata cippoletta se l'Alta Valmarecchia si sente più romagnola che marchigiana (e perché non toscana, allora?): può fare tutte le secessioni che vuole ma tanto geograficamente resta sempre dov'è, e se voglio farmi un giro da quelle parti non mi chiederanno mica il passaporto!

Però sono curiosa di capire quali motivazioni spingano 7 comuni a smuovere mari monti e confini non dico per diventare indipendenti, ma solo per passare da una regione all'altra. Se l'Emilia Romagna godesse di statuto speciale potrei capire, visti gli indubbi vantaggi economico-fiscali, ma non è così, per cui ho deciso di documentarmi un po'.


sabato 8 agosto 2009

Pulizie e Sindrome di Diogene

Sti giorni che finalmente ho un po' di tempo per me ne sto approfittando per fare pulizia, a molti livelli: dalla faticosa esplorazione delle varie ere geologiche di vestiti via via depositati dal susseguirsi delle centrifughe su un sempre più gemebondo asse da stiro al laborioso riassestamento di equilibri più personali.

In questa colossale opera di riordinamento, riforma e ristrutturazione, ho scoperto che anche una "conservatrice" maniacale come me può provare il piacere iconoclasta delle d-epurazioni, tanto più necessarie quanto più ci si ritrova sommersi da souvenir del passato (per carità, belli, amati, legati a tanti ricordi, ma ormai desolatamente inanimati). Avete presente l'inconfessabile sollievo che accompagna la visione della bomboniera in cristallo di boemia, lustro ricordo del matrimonio del cugino It, che si spetascia al suolo in mille pezzi mentre stavate spolverando? Ammettetelo, mai la credenza vi è sembrata tanto bella nella sua nitida vuotezza.

Effettivamente a casa mia non è che le mensole soffrano di grande sovraffollamento, essendo io talmente maldestra da risultare letale per ogni ninnolo alla mia portata. Però c'ho questa mania di non buttare mai nulla, uno scontrino, un pezzo di nastro da pacchi, la maglia "portafortuna" dell'università ormai stretta e stinta ma che mi piaceva tanto... so che non serviranno più a nulla, però non riesco a buttarli finchè non sento sinistri scricchiolii provenire dall'armadio o dall'archivio.

Idem nel mondo 2.0: prima del grande repulisti feriale, conservavo centinaia di mails e di allegati inutili, di cronologie chat e contatti di messaggistica silenti da mesi, tutti belli catalogati (perchè ve l'ho detto che sono maniaca) ma nella maggior parte dei casi assolutamente superflui. Pensavo di essere un po' stramba io, invece scopro che si tratta di un comportamento molto comune, tanto da essere stato oggetto di alcuni semi-recenti articoli: cari miei, non si tratta di pidocchieria morbosa, insicurezza congenita, fobia della recessione economica o riciclaggio compulsivo-ossessivo. Si tratta invece di una variante 2.0 della Sindrome di Diogene, quel filosofo cinico (e anche un po' masochista) che abitava in una botte e andava in giro 'gnudo con una lanterna a cercare l'uomo. Che, inizio della digressione, se fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe avuto vita assai difficile: un barbone che si professa cittadino del mondo e gira con un lumino in mezzo ai rondisti padani, la vedo brutta - fine della digressione.

Comunque, la Sindrome di Diogene ha svariate piacevolissime manifestazioni, una delle quali si presta anche al mondo digitale: l'accumulo patologico di files vari, spesso mai usati, nel proprio pc. Per quanto riguarda la posta elettronica, il quotidiano spagnolo El Pais (restando in tema di "monnezza", tra un'intercettazione porno ed una foto osé di Villa Certosa) ha associato la Sindrome di Diogene anche a coloro che conservano tutti i messaggi di posta elettronica, spesso inutili o perfino non letti, senza cancellarli mai. Si tratta di una "patologia" nuova nel mondo informatico, resa possibile dalle nuove caselle di posta elettronica che offrono fantastilioni di byte per cui cancellare le mail non è più una necessità, dai vari feedsreader e newsletter, sottoscrivendo i quali si ricevono decine e decine di mail "impersonali" che spesso restano non lette ad ingolfare gli account di posta elettronica, e dall'abitudine di avere più di un account di posta (per mantenere divise certe aree della propria vita).

Ah sì, e poi c'è lo spam, croce e delizia di ogni utente internet, fra proposte di lavoro in neo babel-fish-ico (vorremmo reclutargli la gente per questo lavoro calmo, tutto che aveste bisogno di foste un con computer personale, il Internet e un telefono mobile), improbabili vedove africane che ti eleggono unico degno erede del loro patrimonio miliardario (a patto di donarne una minima parte in beneficenza), e incantevoli ma confuse modelle lituane che hanno scelto me come unico uomo della loro vita (per rispondere vado a saccheggiare il repertorio di Saffo). Ah già, e le offerte irrinunciabili di ViAgRa e ciaaaalis per fare diventare pazza la mia vicina (strano, pensavo bastasse la musica rock a tutto volume quando faccio le pulizie) ecc ecc
Fine seconda digressione, torniamo a Diogene.

I rischi? Beh, a parte quello di perdere ore ed ore per cercare una mail importante o rischiare che passi inosservata nella marea di "monnezza" che la circonda, nei casi più gravi il Diogene cibernetico rischia la chiusura dell'account e la perdita del contenuto. Meglio convertirsi in una delle altre tipologie di utenti di posta elettronica: il classificatore (Sere oggi: ogni mail viene ordinatamente riposta nella cartella a seconda del tema), il selettivo (Sere domani, spero: via tutto quello che non è indispensabile), il sentimentale (Sere ieri: un mio amico mi sommerge di emerite stronzate, ma le conservo tutte in suo onore), l'irresponsabile (Sere mai: quelli che cancellano tutto, salvo poi accorgersi ohcazzoquellamiserviva...) e il "Diogene" appunto.

La cosa più bella sono i consigli di un noto guru dei manager (no, non quello che pensate voi ;) ), che spiega come gestire la posta elettronica senza diventarne schiavi. 10 regolette, facili facili, semplici semplici. Forse troppo semplici, ma comunque potete leggerne un sunto qui.

Uff, per oggi basta, ho ripulito le mail della "monnezza" ma l'ho riversata di qua! Quasi quasi, seguo l'insegnamento di Diogene e cancello anc

lunedì 3 agosto 2009

Finalmente Ferie! Fantasticoooo... ma ora... che Fare?

Fossi Fermamente Fissata Farei Forse una Filippica Frizzante Fondata sulla F di FERIEEEE... Follia!

E' già, era ora scossa che alla sottoscritta, dopo mesi di superlavoro, venisse concessa una pausa per tornare a sperimentare di persona che esiste un mondo, una vita intera oltre la propria scrivania. Peccato che quest'anno la tregua sia Funestata dall'atroce sospetto di non ritrovare più quella stessa scrivania una volta Finite le Ferie... Ma questo è un argomento di cui ora non voglio parlare, devo dedicarmi alla nobile arte dell'ozio!

E qui nascono i problemi perchè per una come me, reFrattaria alla quiete e con un gruppo di amici ormai quasi tutti presi dalle mille incombenze della immane Fatica genitoriale, che li costringe ad un invariabile "scusamac'hoiFiolipiccoli", le Ferie presentano sempre un interrogativo inquietante: adè che cacchio Faccio?

Considerando l'annataccia, in cui molti nodi mi si sono incastrati nel Famoso pettine (chi ha visto le Forbici??), dovrei approFittare di queste giornate "vuote" per liberarmi dall'ansia, che mi ha spinto a capoFitto in diecimila attività (Fare Fare Fare per non pensare), e Fermarmi invece a riprendere Fiato. E magari guardarmi dentro. E già che ci sono tagliarmi i capelli, và, così butto via anche il pettine!

Oggi inizio con un programmino Facile Facile: dormire (ok), mangiare (ok), cazzeggiare (in corso). Ottimo!

Ma già so che dopo due giorni di assoluta pigrizia mi sarò rotta le scatole. Per noi rivieraschi (o quasi) ci sarebbe sempre l'asso nella manica (andare al mare) ma sospetto che le divinità meteorologiche abbiano in serbo taaaanta umidità nei prossimi giorni (Fulmini e saette, Giove Pluvio è implacabile!!! Lo so che non si devono prendere le Ferie a ridosso di Ferragosto, ma noi impiegati siamo una specie ormai subumana, privata del libero arbitrio). Quindi dovrò comunque trovare qualche attività Fisica (mooolto moderata) ed intellettuale (ahahahah, scusate, a volte esagero) per riempire queste lunghe giornate estive e soprattutto avere un'ottima scusa per rimandare ancora una volta le Faccende che puntualmente mi lascio per l'estate ma che poi non ho voglia di Fare. A proposito, c'è qualche navigante errabondo che si diletta ad imbiancare pareti e aggiustare cucine mentre io cazz... medito? Contattatemi!


domenica 26 luglio 2009

Luca è ancora gay

eh si, Luca è ancora molto gay, anzi è Mister Gay d'Italia 2009!
Sai che smacco per Povia...
;)


mercoledì 22 luglio 2009

RIP? Ritorno Infine a Pubblicare!

Arieccome. Quando un blogger non riesce a scrivere può voler dire un sacco di cose, io per esempio sto passando un periodino di cui parlerò quando l'avrò capito. Ma in moltissimi casi, data la stagione, c'è una spiegazione più immediata: è estate, i giorni si allungano e i blogger escono dalle loro tane tutte le sere. Sì, anche quelli che d'inverno non riuscivate a tirare fuori di casa neppure promettendo di sovvenzionargli la bevuta. Non si tratta solo dell'effetto combinato di serotonina + giornate più lunghe + aria vacanziera (anche se le ferie sono ancora lontane): no, è solo dovuto al fatto che le tane in questione diventano un forno insopportabile!!!

Comunque il bello di un blog è che ti aspetta tranquillo e pacifico finchè tu non decidi di rimetterti a scrivere. MA! Come sempre, c'è un ma! Ultimamente si parla molto della possibile scomparsa dei blog, minacciati dai social networks e dalla continua creazione/evoluzione di applicazioni 2.0.
Personalmente non credo che i blog scompariranno del tutto, confortata in questa mia insolita botta d'ottimismo dal sostegno di voi pochi ma tignosi lettori, come testimoniano i risultati del sondaggione:

Torna il sondaggione: secondo voi, i blog stanno morendo, o solo passando un periodo di "fiacca" e ridefinizione?
  • RIP: morti e sepolti, ormai gli internauti usano tutti solo facebook e altri social networks, che sono più immediati e meno impegnativi. Voti: 1 (5%)
  • macchè, è solo una fase transitoria, che forse porterà ad una scrematura fra i numerosissimi blog ma non certo alla loro scomparsa definitiva. Voti: 9 (47%)
  • nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: massima che vale anche nel mondo 2.0, i blog confluiranno in altre forme di espressione on-line. Voti: 8 (42%)
  • boh? e chissenefrega? Voti: 1 (5%)
Ma se il blogger finisse in galera perchè non ha pubblicato una smentita entro 48 ore e non ha potuto pagare la multa perchè ha perso il lavoro per colpa di una crisi inesistente? O se il blogger si convertisse a facebooker incallito o twitterer indomabile? Se, semplicemente, il blogger decidesse che la vita ha la priorità rispetto alla vita 2.0? Cosa accadrebbe allora al povero blog derelitto?

Probabilmente, verrà chiuso. Oppure, se è ospitato gratuitamente da una piattaforma tipo blogger, splinder ecc, così grande da non aver bisogno (almeno per ora) di liberare spazio, resterà triste e desolato a deperire nella vana attesa di un nuovo post, assieme ad una moltitudine di siti abbandonati da loro autori.

Abbandonati ma non del tutto dimenticati! Il quotidiano "The Independent" ha pubblicato recentemente una classifica del giornalista David Randall, che ha scovato i casi più eclatanti fra i tantissimi siti scomparsi o non più aggiornati. Inoltre, gli inconsolabili nostalgici potranno andare ad omaggiare i loro siti preferiti ormai disattivati, raccolti in veri e propri cimiteri virtuali, come Ghostsites (morto a sua volta, temo), Wayback Machine (complicato) e perfino l'azzeccatissimo YouTomb (dove vengono raccolti video di una certa "popolarità" poi cancellati da YouTube per motivi di copyright o di "filtri automatici" che i gestori di YouTomb non condividono).

Insomma, è proprio vero, scripta manent! Anche se il blog viene chiuso o dismesso. Accidenti, allora chissà, se davvero passasse il decreto Alfano, per evitare la multa da mancata rettifica bisognerà anche istituire una anagrafe dei siti che certifichi quali blog sono ufficialmente estinti... Ohmmamma, e chi lo dice a Brunetta?

martedì 14 luglio 2009

Oggi Sciopero!


E’ un periodo che sono profondamente a disagio con le parole, per cui qualcuno potrebbe pensare che questo sciopero non mi pesi poi molto. In realtà c’è una differenza abissale che riguarda la natura stessa della libertà: se non scrivo voglio che sia una mia scelta, non l’imposizione di una politica diventata ormai fine a se stessa (altro che servizio della res publica!)

DIRITTO ALLA RETE

Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni, rientrano all'interno di un offensiva che mira a soffocare la rete come strumento di libera informazione. È il giudizio del network "Diritto alla Rete" che ha indetto un cyberazione per il 14 luglio contro il decreto ammazza-internet.

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.

Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.

I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.

La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.

Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.

Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".

Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo manifesto.

Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

Alessandro Gilioli
Guido Scorza
Enzo Di Frenna


lunedì 13 luglio 2009

Anna

Giovedì erano esattamente tre anni dall’ultima volta che ho potuto vedere gli occhi di mia madre, che diventavano nerissimi quando (raramente) si arrabbiava ma che tanto più spesso riversavano affetto incondizionato su tutti coloro su cui si posavano.
Mi mancano quegli occhi, mi manca la sua calma grazia, mi manca lei.
Manca a tutti, ancora dopo tre anni la sua assenza è un pugno nello stomaco. Certo la vita va avanti e si ritrova sempre un’armonia, perché non siamo fatti per soffrire infinitamente, ma il nostro è ancora un equilibrio mutilato e imperfetto. Stiamo cercando di lasciare dietro le spalle il rimpianto e la rabbia, e coltivare invece il ricordo di quello che era e delle piccole grandi cose che la rendevano una persona speciale.
Venerdì, con un tempismo che ci ha fatto commuovere, altri due occhi si sono aperti al mondo: piccola Anna, ti auguro che quegli occhi possano sempre vedere in profondità nelle persone e nella vita, gioire delle cose belle ed imparare da quelle brutte, senza abbassarsi mai davanti a niente e nessuno. Sappi che, quando ti volterai, i tuoi occhi incroceranno i nostri, che ti guarderanno sempre con lo stesso amore che ci ha trasmesso la persona di cui porti il nome. Benvenuta!

lunedì 6 luglio 2009

Dave Matthews Band a Lucca: che spettacolo! (e che casini!!!)

Questo blog batte la fiacca, ma ora scuoto queste placide schermate con il ricordo ancora vivissimo del concerto di Dave Matthews e la sua band domenica al Lucca Summer Festival, che ha travolto me e altri 9000 fortunati spettatori in un vortice di musica ed energia.
Probabilmente il concerto più entusiasmante a cui abbia partecipato fin'ora!

Ma ce lo siamo dovuti sudare (in tutti i sensi)!!! La giornata era iniziata sotto pessimi auspici: partiti in mattinata, già all'altezza di Rimini ci trovavamo imbottigliati in un infernale ingorgo autostradale, tutti vacanzieri intelligentissimi che per tornare a casa dopo un weekend sulle spiagge adriatiche si erano messi in marcia contemporaneamente. Ad Imola la nostra pazienza era ormai finita, quindi usciamo ed affrontiamo impavidi l'appennino tosco-emiliano: panorami stupendi e... 50 km di tornanti! Emergiamo sul lato ovest d'Italia che le braccia ormai mi vanno in automatico, destra sinistra destra sinistra, ci metto un po' a smettere di zigzagare. Intanto il sole cessa di randellare sulla nostra vettura, e noi guardiamo prima con gratitudine poi con inquietudine ai densi nuvoloni neri che vanno addensandosi sulla nostra testa. Prima di partire, il meteo.it ostentava sicurezza nel annunciare che avremmo trovato bel tempo in Toscana. Peccato che un hacker divino si sia divertito a scombinare un po' i dati... Un monsone: pioveva talmente tanto che l'acquaplaning era un eufemismo!

Appena arriviamo a Lucca smette di piovere! Ci fiondiamo a mangiare qualcosa poi un blando giretto per la città (molto molto carina) ed arriviamo infine alle 16 in Piazza Napoleone, col palco allestito e molti ragazzi già in posizione sotto il palco. Nessun segno di ingresso o controllo biglietti, nessuno dell'organizzazione in giro. Mentre la gente continua ad affluire, ci viene il dubbio: come si saranno organizzati per verificare chi può entrare o meno? Boh, intanto prendiamo posto, a 5 metri dal palco, ed iniziamo ad aspettare con granitica fiducia.

Un'ora dopo, arriva la ferale notizia: la piazza dev'essere sgombrata, verrà transennata e noi dobbiamo metterci in coda nei punti d'ingresso. Sento i primi segni di incazzatura incipiente. Cerco di parlare con un energumeno della sicurezza, chiedendo dove siano sti punti d'ingresso ("non lo so, fuori dalla piazza!" si ma fuori verso dove? "non lo so, fuori, dove ci sono le transenne" ma ci sono transenne ovunque "segua la gente" ah beh...) e spiegandogli che sono arrivata presto proprio per trovare un buon posto. Niente da fare, veniamo sbattuti fuori e mestamente ci inseriamo nella fila che intanto inizia ad allungarsi a vista d'occhio. In uno stretto vicolo, sotto l'occhio sardonico dei piccioni, ma almeno all'ombra!

Altre 2 ore di attesa, poi si materializzano di nuovo quelli della dis-organizzazione che danno prova di grande sprezzo del pericolo: "ragazzi, l'entrata non è questa, da qui non si passa, dovete andare dall'altra parte". Dopo il primo attimo di sbigottimento la mia incazzatura passa da latente a incontenibile e mi unisco alle centinaia di persone che non ci stanno a farsi sbatacchiare da una parte all'altra. Urla, insulti, caos, mi ritrovo in prima fila a cercare di far venire gli organizzatori a parlare per spiegare la situazione. Dopo una mezz'oretta di rissa verbale noi chiamiamo la questura. Magicamente, dopo 10 minuti si arrendono all'evidenza che tanto non ce ne andiamo, ed accettano di farci passare da lì.

El pueblo unido jamàs serà vencido! Brindisi con le bottigliette d'acqua fra noi rimasti, scene di giubilo e sentimento di vittoria. In un'atmosfera così felice, incassiamo quasi senza battere ciglio la rivelazione che il concerto sarà aperto da tal Yuri di X Factor, di cui già sentiamo il soundcheck: per Dave Matthews abbiamo pagato 40 €, abbiamo vagato per ore tra piazze e transenne, abbiamo sfiorato la rissa... sopporteremo anche sto Yuri! E così avviene: ci fiondiamo dentro correndo (e recuperiamo quasi esattamente lo stesso posto), ed assistiamo a metà fra lo sconsolato e lo stupefatto al mini-concerto di Yuri, voce alla Alex Baroni ma tanto tanto acerrrrrrrrbo (lode comunque al coraggio: ce ne vuole per affrontare un pubblico che lo applaudiva sì, ma con una delle due mani messa di taglio... provate...)

Superata anche la fase Yuri, arriva finalmente il grande momento: non appena Dave & Co salgono sul palco attaccano con una vigorosissima Don't Drink The Water, la temperatura si alza di botto ed il pubblico inizia una sarrabanda che ha accompagnato senza sosta l'intero concerto. Oltre 20 canzoni, quasi tre ore e mezzo di musica e festa, tanto nostra quanto degli artisti, che sembravano davvero colpiti dall'euforia della folla. Forse non se l'aspettavano. Sono stati assolutamente favolosi: non solo la perfezione nel suonare e cantare, ma anche la verve, la simpatia, i balli ed i giochi vocali di Dave, il sorriso degli altri e gli incredibili assoli, con le canzoni che diventavano quasi delle jam session e duravano anche 15/20 minuti. Una rivelazione il nuovo sassofonista: indiavolato!! Unica pecca, forse, è il minor spazio dedicato al violino per via della presenza della chitarra elettrica, ma comunque è stato un concerto appassionante ed indimenticabile.

Set List

Don't Drink The Water
Shake Me Like a Monkey
You Might Die Trying
Seven
Funny The Way It Is
So Damn Lucky
Everyday (a richiesta del pubblico!!!)
Crash Into Me
#41
Spaceman
Cornbread
Lying In The Hands Of God
Jimi Thing
Why I Am
The Dreaming Tree
Alligator Pie
Ants Marching
----------
Gravedigger
Dive In
Two Step
----------
Rye Whiskey
Pantala Naga Pampa
Rapunzel

Ho capato un paio di foto fra le tante venute male (ma coi nostri mezzi ridotti come potevamo riuscire a fotografarli che non stavano fermi un minuto??), magari più avanti metterò anche un video, ma se cercate su youtube e sul sito del fan club italiano (da dove ho preso la tracklist) troverete moltissime altre testimonianze di questa bellissima notte di musica e festa. E il fatto di essere stata parte di tutto quello, ballando, ridendo, urlando e cantando senza pudore, mi riempie di gioia. E' stata davvero davvero una serata memorabile. Grazie!



venerdì 26 giugno 2009

Vauro, ossia variazioni sul tema CENSURA in Italia

Non c'è(nsura) pace per il povero Vauro, reo di disegnare troppo esplicitamente: dopo essere stato sospeso dalla Rai per le vignette su protezione civile e piano casa in relazione al terremoto in Abruzzo, e dopo essere stato snobbato dalla Bignardi, ora è stato epurato dallo stesso giornale che ironizzava sull'episodio precedente, definendolo allora "l'uomo più censurato d'Italia". Se non è coerenza questa...

Sembra che l'ultima vignetta del disegnatore sia stata fatta sparire per motivazioni di stile e buon gusto. Mah... Tutti i gusti sono gusti, c'è a chi piace la democrazia pura e chi invece non devia mai dai gusti più classici, tipo fragola e limone, nocciola e stracciatella, pd e pdl, una leccata di qua, una leccata di là per mantenere l'equilibrio sennò casca tutto il gelato, un bavagli(n)o per evitare di sporcarsi ecc ecc...

Dato però che questo è un blog onnivoro e grezzotto senza stile né buon gusto, io metto qui la vignetta incriminata, i link alla protesta di Vauro e alla risposta del direttore de Il Corriere della Sera, e, tanto per gradire, anche una vignetta qualsiasi sullo stesso argomento regolarmente pubblicata all'estero (in basso), poi ognuno si fa la sua idea.

Certo però anche Vauro è davvero incorreggibile! Tutto sto accanimento terapeutico (terapia d'urto, per intenderci) per risvegliare la libertà d'opinione ed espressione in un paese che considera la satira un crimine contro l'umanità e dimostra la massima indulgenza invece per i tanti, troppi furbetti di ogni tipo, intrallazzoni, disonesti, bugiardi patologici, razzisti, puttanieri e cultori dei sette vizi capitali in genere... matita sprecata! Il coma è irreversibile, stacchiamo la spina?

PS: riguardo all'ultimo paragrafo, ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale! Se, per ipotesi, certi nostri esponenti politici pensassero che stia alludendo a loro, sarebbero in errore e dovrebbero considerare l'ipotesi di avere una severa sindrome da "coda di paglia".

giovedì 25 giugno 2009

L'osteria del tricolore

Azzeccatissima! Chi è, un novello De Andrè? Non lo so, comunque complimenti per la musica, il testo (che ho provato a trascrivere qui di seguito) ed il video.



"Buonasera e benvenuti all'osteria del tricolore,
fra puttane, fumo, sputi, girotondi, insulti, e cori;
un tempo era Benito il cuoco, adesso è suo nipote,
resta uguale l'appetito delle pance sempre vuote.
Rassicurante senso di gestione familiare!

Tanto per cominciare vi consiglio il minestrone
di campagna elettorale e piante a rischio d'estinzione.
Se leggete gli ingredienti non lasciatevi ingannare:
sono sì facce scadenti ma non vanno mai male.
A scelta c'è il passato in piatti nuovi da portata,
niente male anche se è roba riscaldata!

Lei, la Storia, che ritorna come l'aglio...

Poi la lista vi propone, per restare sul leggero,
carne d'importazione in salsa verde o al pepe nero.
Oltreoceano provan sfizio a farla ai ferri o affumicata,
qua da noi, è un mio giudizio, la sua morte è affogata!
Per gli amanti del piccante c'è un capretto al chili indiano,
non si sappia quanto piace al Vaticano!

Non per vanto ma a far torte dicon che siamo i migliori,
ma il nostro p(i)atto forte è fra giuristi e imprenditori:
paciughi diplomatici, bugie oltre carnevale e ai più golosi torte,
paradiso fiscale! Col secchio di giustizia lo spumante con il botto,
alla salute! Ve lo offrono al G8!

Arrivederci a presto all'Osteria del Tricolore,
tanto il cibo, il vino, il resto, si fan presto a digerire!
Anche se ora avete pance e bocche pronte ad un conato,
ritornerete qui da noi a ricominciare!

Buonasera e benvenuti all'osteria del tricolore,
fra puttane, fumo, sputi, girotondi, insulti, e cori..."

mercoledì 24 giugno 2009

Rassegna Stampa Riprovevole

L'informazione ultimamente segue strade strane e modifica i destini dei popoli in barba alle censure governative: mentre in Cina gli utenti di twitter sono già pronti a boicottare il lancio del nuovo filtro con cui il Governo vorrebbe dotare i personal computer per filtrare l'accesso alla rete, la scorsa settimana i social networks hanno aggirato il muro di silenzio e dato notizia al mondo intero della brutale repressione delle contestazioni popolari dopo le votazioni in Iran. Da noi? E' la stessa cosa: il maggiore tg nazionale non parla dell'ultima inchiesta a luci rosse che coinvolge il nostro Premier. In compenso, ne parla tutto il resto del mondo.
No Global?

E mentre i No Global sono sempre più indecisi se recarsi in Abruzzo per contestare il G8, dato il perdurare delle scosse sismiche, Bertolaso rassicura i leader mondiali: la struttura che li ospiterà è sicura e comunque non ci sono rischi di un nuovo evento distruttivo. Le sue parole hanno scatenato il panico negli abitanti dell'Aquila, memori delle rassicurazioni che precedettero il 6 aprile! Nel frattempo, il centro della città è ancora solo una passerella per politici con grande sprezzo del pericolo: non si sa mai, capitasse loro una domanda o qualche fischio fra capo e collo...
Capitani Coraggiosi

E di coraggio ne ha da vendere la Brambilla, neo Ministro del Turismo, che manda all'estero una bella cartolina che la ritrae tutta commossa col papi (quello biologico, non quello politico) mentre si esibisce in un impeccabile saluto fascista. La Brambilla ha smentito (ma va? ormai è lo sport nazional-ista), dicendo che stava solo salutando la folla. Con queste precise parole: Italiaaaani!
Memento Negare Semper!

Concludo con le parole con cui il nostro Premier ed i suoi alleati della Lega hanno commentato queste notizie: è tutta una montatura. Per una volta, ci credo sulla parola!


(Vignetta di Vadelfio)

martedì 16 giugno 2009

Rassegna Stampa Renitente

In questi giorni il nostro Governo sta decidendo se equiparare tutti i siti internet alle testate giornalistiche, e vincolarli a sottostare all'obbligo di rettifica entro 48 ore per qualsiasi contenuto contestato, pena multe salatissime ed anche la detenzione. Speriamo che il ddl venga rifiutato da Napolitano, altrimenti le prossime rassegne stampa (se ci sarà ancora la stampa) dovrò inciderle sulla buccia delle arance che mi porteranno gli amici in visita al carcere.

Quindi, intanto che il Presidente della Repubblica pensa, corro a commentare le notizie della scorsa settimana finché sono in tempo!

L'Italia, volente o nolente, si avvia verso il ripristino delle centrali nucleari. E' iniziata una grande campagna per convincere i recalcitranti italiani che si tratta di una forma di energia assolutamente priva di rischi, per cui ora le stufe delle nostre case sono alimentate a pellet radioattivi: ogni focolare domestico diventerà un piccolo termovalorizzatore nucleare, con indubbi vantaggi economici ed ecologici dato che, con la casa fosforescente, nessuno avrà più bisogno di accendere la luce di notte.
M'illumino d'uranio

Dopo un lungo silenzio, D'Alema ritorna a parlare e adotta le strategie di Berlusconi, imitandone le sublimi gaffes: analizzando l'attuale situazione politica, invita l'opposizione a prepararsi alle scosse. Vabbè che gli elettori di sinistra hanno la tremarella tutte le volte che D'Alema apre bocca, ma questa immagine tellurica è proprio di cattivo gusto in un paese dove ancora migliaia di persone vivono nelle tendopoli. Purtroppo, però, una sola metafora non basta, D'Alema è uomo di cultura, ha letto Calvino e ci tiene a farcelo sapere: parlando di Berlusconi, lo ha definito un leader dimezzato. Già che c'era, poteva anche parlare del rondista rampante e l'opposizione inesistente!
Acculturato!

E restando in tema di gaffes, il nostro gaffeur de femme più famoso non poteva essere da meno! Durante una cena con Tronchetti Provera, Berlusconi attacca il solito disco lamentandosi delle continue accuse che gli rivolgono stampa, oppositori e congiurati vari, e sbotta: "mi hanno detto di tutto, manca solo che mi dicano che sono gay!". Come se ci fosse stato qualche dubbio residuo sulle inclinazioni sessuali del Premier, dopo il Noemi-gate e le foto delle ninfette desnude a Villa Certosa... Comunque, di fronte a cotanta smentita, la comunità omosessuale tira un sospiro di sollievo: che culo!

Nonostante la bella notizia, gli omosessuali non hanno comunque vita facile in Italia: non basta il gay pride per raggiungere la parità, in un paese dove una ex velina ha il potere di cancellare ogni riferimento agli omosessuali dalle pagine del sito del Ministero delle (IM)Pari Opportunità, mentre il principale partito d'opposizione perde l'ennesima occasione di dimostrarsi nei fatti un partito veramente progressista e liberale.
In&Out? In Italia solo out!

In contrapposizione alla colorata kermesse del gay pride, stanno per partire le ronde nere, da non confondere con gli aggraziati volatili che tornano ciclicamente dall'Africa annunciando la primavera nei nostri cieli: questi si fregiano di aquile ma sono bipedi, si aggirano in branchi, e se fosse per loro rispedirebbero a casa pure quelle clandestine delle rondini! Eppure le ronde nere sono forse l'unica cosa di colore scuro che potrà rimanere in un'Italia sempre più razzista e sempre più criticata, tanto da Amnesty quanto dalle associazioni umanitarie e dall'Unione Europea.
Il Futuro? Lo vedo nero!

Una scarrellata completa delle principali notizie della scorsa settimana non sarebbe completa se non parlassi anche di Gheddafi, in visita a Roma. In soli tre giorni è riuscito a trattarci da invasori sconfitti dimenticandosi aiuti e generose sovvenzioni, propinarci lezioni di etica politica e parità sessuale, schivare domande e contestazioni per il suo regime dittatoriale, accusare gli USA di essere dei terroristi senza dire una parola sulla strage di Lockerbie e altre simpatiche manifestazioni di orgoglio libico, mandare in tilt il traffico ed i protocolli ufficiali, esaurire la pazienza di Fini, spaccare il PD (vabbè, questo è facile) e ripartire salutato festosamente dal nostro Premier.
Un colpo di calore, un miraggio? No, è tutto vero!


(Vignetta presa da Mantrablog)

lunedì 15 giugno 2009

Piange il telefono, e un po' anche il blogger!


Dove non c'è libertà non può esserci legalità (P. Calamandrei)
Una frase che ha senso anche letta al contrario, ed esprime bene le mie preoccupazioni per l'attuale situazione socio-politica italiana, per cui l’ho scelta per il cartellone con cui ieri mattina, all'ultimo appuntamento del Caterraduno in piazza a Senigallia, mi sono ritrovata con alcuni altri bloggers locali a manifestare il nostro dissenso per il ddl sulle intercettazioni, che ingabbia la magistratura ed imbavaglia l'informazione.

Ne parlano anche Andrea e Quilly, che raccontano come i conduttori della nota trasmissione radiofonica ci abbiano totalmente ignorato ed evidenziano come la stragrande maggioranza della gente ci guardasse come dei fenomeni da baraccone o strani arredi urbani, squadrandoci, fotografandoci, osservando i cartelli senza dire nulla né mostrare una reazione, una smorfia, un dialogo... Anestesia da sovraesposizione alle polemiche? Forse.
Effettivamente pure io non ne posso più di assistere alle sterili bagarre in cui naufraga la politica e, con essa, la società italiana. Però, quando entrano in gioco le libertà fondamentali di uno stato democratico, tutti i cittadini dovrebbero sentire il dovere (non il diritto) di informarsi e prendere posizione.

Riassumendo il senso del ddl sulle intercettazioni, la magistratura avrà il diritto di usufruire delle stesse solo se non procederà contro ignoti e qualora sussistano gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati, esclusivamente nei luoghi dove si abbia la certezza che vengono commessi reati e per un massimo di due mesi. MAI, quindi, dato che in presenza di tutti i requisiti elencati sopra si procederebbe direttamente all'arresto!
Per l'Associazione Nazionale Magistrati, questa legge porterà alla "morte della giustizia penale in Italia". Dello stesso avviso tutti gli "operatori di giustizia", dai poliziotti ai magistrati: l'unico risultato, affermano, sarà l'impossibilità di assicurare alla giustizia i criminali.

Inoltre, le intercettazioni autorizzate e tutti gli altri atti investigativi o processuali non coperti da segreto non potranno comunque più essere pubblicati. In tal modo, i cittadini non potranno sapere più nulla, per esempio, di eventuali cause per corruzione o associazione mafiosa che, a puro titolo ipotetico, coinvolgessero esponenti del Governo... se non a processo concluso, ossia dopo svariati anni (e alcune legislazioni).
Secondo il CSM, si tratta di norme palesemente incostituzionali, del resto basta leggere l'art. 21 della nostra carta costituzionale. Anch'essa, tuttavia, è nel mirino da tempo e, prima o poi, verrà radicalmente modificata e resa "inoffensiva".

Ma tornando al ddl e come se non bastasse, chiunque potrà obbligare la stampa ed i siti internet (senza alcuna distinzione, quindi blog, forum e social networks inclusi) a pubblicare integralmente eventuali rettifiche ai loro contenuti entro 48 ore, per non incorrere in pene detentive ed economiche esorbitanti. Indipendentemente dal tipo di redazione e canale di diffusione, dal tipo di contenuto, o dalla fondatezza della richiesta.
Ad esempio, se un blogger scrivesse che durante una certa trasmissione un certo avvocato/parlamentare non sia riuscito ad usare altre argomentazioni al di fuori di uno sprezzante ma poco esaustivo "va là va là va laaaà", ed un qualsiasi commentatore dissentisse, dichiarando che l'avvocato in questione ha usato argomenti estremamente convincenti essendo in realtà la reincarnazione di Cicerone, il blogger sarebbe obbligato a pubblicare la rettifica entro due giorni o a pagare qualcosa come 10.000 euro.
Praticamente, io e il direttore de La Repubblica avremmo le stesse responsabilità e gli stessi obblighi. Che onore. Anzi, che onere! Ma va là va là va laaaà!!!

Sarà un ddl retroattivo? Boh, speriamo di no. Intanto, i blogger dovranno limitarsi alle ipotesi e ripassare tutti i congiuntivi ed i condizionali, oppure pubblicare esclusivamente contenuti privati (oggi volevo andare al mare, invece sono andata al lavoro, stasera esco con gli amici, eccovi le foto mentre bevo una piña colada, e mentre smaltisco la sbronza vi narro i miei turbamenti esistenziali...)
Brrr...

Tornando alla realtà, si tratta di un provvedimento irresponsabile e liberticida che, in qualsiasi altro paese civile, avrebbe visto giornalisti e semplici cittadini scendere in piazza per giorni. Da noi, si è avuta solo qualche sporadica manifestazione di dissenso, primo vero flop dell'organizzatissimo complotto eversivo matrimonial-mediati-comunista in atto nel nostro paese.

Ma allora che bisogno c'è, mi chiedo, di scomodare tutto il Parlamento ed il Presidente della Repubblica, per un provvedimento che non serve?? Quando la gente ha paura di tutto ma è indifferente al boicottamento della giustizia e della libertà, quando i giornalisti si auto-censurano e perfino quelli di Caterpillar (Ca-ter-pil-lar!!! Radio Rai, quelli di Libera, della giornata del risparmio energetico e di tante altre iniziative, mica lo Zoo di 105, Notte d'Amore o altre trasmissioni radiofoniche dedite al puro intrattenimento), trascurano l'occasione di fare libera informazione, anche solo con un brevissimo accenno ai nostri cartelli, resta solo una cosa che può fare la differenza: internet.

Non ci hanno imbavagliato, non ancora, per cui finché possiamo spargiamo la voce, associamoci, firmiamo le petizioni, chiediamo aiuto all'estero, animiamo le manifestazioni e le notti bianche, sempre però tenendo d'occhio la casella della posta (elettronica)!

giovedì 11 giugno 2009

Una montagna di balle

Una montagna di balle: una metafora usata per indicare una quantità enorme di falsità madornali che qualcuno, dagli amici spacconi ai potenti di turno (e ai media al loro servizio), prova a rifilare al soggetto osservatore.

In Italia, però, si associa anche ad un'immagine letterale: migliaia di eco-balle, che di ecologico non hanno altro che il nome, sbandierate dal nostro Governo come la soluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti e che, invece, hanno portato ad un vero e proprio disastro ecologico.

Riprendendo la notizia dell'inchiesta sull'inceneritore di Acerra, ne approfitto per segnalarvi il documentario "Una Montagna di Balle", autoprodotto da alcuni giovani attivisti ambientalisti e girato dal 2003 al 2009, per svelare i retroscena della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania: 15 anni di gestione straordinaria, commissariamenti, militarizzazioni e sospensioni delle normali attività di controllo e verifica dello Stato, che hanno bruciato enormi quantità di denaro pubblico e lasciato un'illimitata libertà d'azione a speculatori sospettati di collusione con la mafia. Senza risolvere un bel nulla, anzi.

Perché? Secondo gli autori del documentario, attualmente in fase di ultimazione, "il più grande disastro ecologico dell'Europa occidentale" è stato creato e mantenuto ad arte, al solo scopo di trarne profitto. Surprise, surprise. Solo che loro non si limitano alle ipotesi (producendo tutta una serie di prove e testimonianze) alla denuncia, perché esaminano anche possibili soluzioni alternative, dal ritorno alla differenziata ed al riciclaggio ai modelli proposti da altri paesi.

Una volta finito e reso pubblico, il documentario sarà liberamente riproducibile, ma chi fosse interessato a sostenere la produzione può prenotare una copia del documentario (alla modica cifra di 7 €) seguendo le indicazioni riportate nel blog apposito, dove si possono anche trovare molte altre informazioni sul film, gli autori, approfondimenti, fonti eccetera.

Insomma, turiamoci il naso, ma teniamo bene aperti gli occhi!


lunedì 8 giugno 2009

Szero Tituli (Tossici)

Da oggi, terminata la tornata elettorale, potrebbero esserci alcune rivelazioni interessanti. Forse non avremo solo la conferma ufficiale che Kakà, dopo mille smentite, è stato ceduto al Real Madrid (con buona pace dei tifosi-elettori): secondo un articolo dell’economista Tonino Perna, docente di sociologia economica all’Università di Messina, potremmo assistere ad un clamoroso peggioramento delle notizie sullo stato di salute del nostro sistema bancario!

Effettivamente, a credere alle rassicurazioni del nostro Governo, il sistema bancario italiano sarebbe pressoché l’unico, in un contesto di crisi finanziaria mondiale, rimasto solido ed immune da rischi. Parola di Berlusconi, che ha più volte smentito perfino il proprio Ministro dell’Economia Tremonti. Insomma, l’Italia sarebbe una (pen)isola felice in un mare tempestosissimo, in cui i sistemi economici occidentali sono naufragati (mi riferisco all’Islanda in bancarotta ed alle repubbliche baltiche ad un passo dal baratro) oppure navigano in pessime acque, mentre i rispettivi governi cercano di correre ai ripari con piani di nazionalizzazione e/o massicci investimenti di denaro pubblico.

Da noi va tutto bene perché, a detta del Premier, gli italiani sono grandi risparmiatori. E sia, ammettiamo pure che c'abbiamo il braccino corto... ma è possibile, si chiede il prof. Perna, che le nostre siano le uniche banche non contaminate dai cosiddetti Titoli Tossici? Viviamo su un altro pianeta? Forse no, visto che i titoli tossici li hanno trovati un po’ dappertutto anche in Italia, persino nei fondi pensione e negli investimenti che hanno portato interi comuni sul lastrico.

Secondo l'economista, l’Italia non è affatto immune dalla crisi finanziaria mondiale, ma le istituzioni cercano di minimizzare perché il nostro, come tutti i sistemi economici capitalistici (basati sul debito), sopravvive finché non viene meno la fiducia dei risparmiatori nelle Banche e nella capacità dello Stato di far fronte ai debiti (onorando, per esempio, il pagamento dei Bond). Se risparmiatori ed imprese perdessero questa fiducia ed agissero di conseguenza (ritirando i risparmi, evitando nuovi debiti od ulteriori investimenti) il collasso sarebbe inevitabile, perché né le Banche né lo Stato, con un debito sul PIL forse superiore al 108%, hanno i fondi necessari a mantenere in piedi il sistema. Anche il Commissario Europeo Almunia ha recentemente espresso preoccupazione per la tenuta finanziaria di Italia, Grecia ed Irlanda, a causa proprio dell’enorme debito pubblico di questi paesi.

Negare l’evidenza a lungo andare diventa difficile, e quindi già ad aprile il prof. Perna sosteneva che, non appena fosse finita la sfida elettorale (e la necessità di tutelare la fiducia degli elettori), si sarebbe infine ricominciato a parlare, seppur cautamente, di crisi economica. E toh, subito oggi si legge un intervento del Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che chiede maggior trasparenza per superare la crisi ed interventi per una riduzione del rischio sistemico!

Incredibbile ammisci! Che tempismo!

PS:
il prof. Perna parla anche della Banca d’Italia, quell’organismo pubblico che dovrebbe controllare tutte le banche private ma che, in realtà, è posseduto al 94.6% proprio dai maggiori istituti privati (in testa Intesa-SanPaolo, Unicredit, Ass.Generali ecc ecc): il supervisore in mano ai sorvegliati!
Stando così le cose, si capisce come in Italia il sistema bancario fosse assolutamente fuori controllo già prima della crisi, e come si sia arrivati a truffe incredibili tipo Parmalat, Cirio e tutti gli altri casi in cui i piccoli risparmiatori hanno fatto le spese di un sistema già malato.
Se si considera inoltre che il Governatore della Banca d’Italia agisce in accordo col Governo, si aprono altri inquietanti scenari: un politico-imprenditore che da le direttive ad una superbanca pubblica controllata da grossi interessi privati... cos'altro potrà succedere ancora?

venerdì 5 giugno 2009

Home, Fragile Home

Oggi è iniziata la diffusione del film-documentario Home, realizzato dal fotografo Yann Arthus-Bertrand con la collaborazione di moltissimi altri (fra cui, il noto regista Luc Besson). Non si tratta solo di una serie di riprese spettacolari delle bellezze del nostro pianeta viste dall'alto, ma anche di un manifesto ideologico e una preghiera: l'uomo sta distruggendo il proprio mondo, ma c'è ancora speranza di invertire la rotta, se tutti faremo il possibile per cercare di preservare quello che resta della nostra casa.

Il film è distribuito gratuitamente, grazie ai finanziamenti di un nutrito gruppo di sponsor, e saranno presto disponibili traduzioni nelle lingue più diffuse. Lo scopo non è sbancare al botteghino, bensì rendere gli spettatori consapevoli di ciò che abbiamo inesorabilmente rovinato e di quanto velocemente potremmo perdere anche tutto il resto.

Home si trova da oggi fino al 14 giugno a questa pagina di youtube (più veloce da caricare rispetto al sito vero e proprio, forse perché quest'ultimo è un po' intasato oggi), insieme a molte altre informazioni. Per ora non c'è la traduzione in italiano, ma la versione originale in inglese non è proibitiva e comunque le immagini parlano un linguaggio universale: buona visione e... fate come se fosse casa vostra!


giovedì 4 giugno 2009

Biowashball: a volte ritornano!

Avete più sentito parlare della Biowashball? Io no! Strano, visto il putiferio che si era scatenato fra ardenti sostenitori e numerosi critici. Da una parte, uno stuolo di grillini e casalinghe ne esaltavano l'ecologica bontà contro tutte le macchie, dall'altra fior fior di scienziati e giornalisti accusavano i produttori di infinocchiare la gente con un prodotto privo di qualsivoglia utilità.

Da acquirente ed ostinata utilizzatrice della biopalla, aspettavo con ansia di sapere se avessi preso un granchio oppure potessi annoverarmi nella lista degli audaci innovatori. Invece, dopo aver movimentato parecchi blog italiani con discussioni anche accese, ed aver animato ricerche, pubblicazioni e trasmissioni televisive, per un po' non se n'è saputo più nulla. Puff, sparite! No, non le macchie impossibili, bensì le discussioni su Biowashball e affini.

Le peggiori stroncature erano arrivate dal noto blogger Il Disinformatico (e la sua trasmissione Patti Chiari), da Mi Manda Raitre e da Altroconsumo. Risultato: una bocciatura totale e senza possibilità di redenzione. Secondo i loro test, la Biowashball non solo non avrebbe effetti pulenti, ma potrebbe perfino sporcare (??) e, dato che la si usa senza aggiungere altri prodotti igienizzanti, rendere la vostra lavatrice una bomba batteriologica. Mi chiedo come mai Al Qaeda non ci stia lanciando contro carrettate di kamikaze tutti tempestati di Biowasballs!?!? Mah...

Se veramente i risultati scientifici sono questi, mi chiedo come mai non siano ancora partite (o rese note) svariate denunce contro la casa produttrice e chi commercializza cotale bufala. Il problema è che, al contrario, la questione non è affatto chiusa, anzi sembra destinata a lasciare sostenitori e detrattori arroccati ciascuno sulle proprie posizioni.

Infatti, con buona pace dei test negativi, ci sono moltissime persone che difendono l'efficacia della Biowashball a spada tratta, e liquidarle tutte come degli invasati affetti da incontrollabile idealismo, morbosamente affezionati ad un feticcio e seguaci di uno "sciamanesimo imbellettato di tecnociarle" (secondo la moderata definizione data dal Disinformatico di cui sopra), non mi sembra comunque una spiegazione esaustiva.

Intanto io, che odio i feticci (avevo persino tosato il mio teddy-bear da piccola), continuo ad usare la Biowashball con occhio critico e la mia lavatrice ancora non rigurgita panni sporchi o batteri grossi come noci di cocco... anche se, a mio non-scientifico giudizio, mi sembra che i primi tempi lavasse meglio (la prova del colletto della camicia non mente), ma ho avuto poche occasioni per farla ricaricare al sole come indicato nelle istruzioni... o forse non dura tre anni... o forse mi sto desciamanizzando... boh?

Comunque, è di pochi giorni fa la notizia (assolutamente non pubblicizzata se non fosse per lo sciamanissimo Roberto Scano) che il feticc... pardon, la Biowashball avrebbe ottenuto una menzione speciale ai Well-Tech 2009 Awards, ossia un premio internazionale dedicato alle invenzioni che riescano a coniugare innovazione tecnologica ed eco-sostenibilità.

Insomma, sta Biowashball funziona o no? Non so, la questione è ancora aperta. Chissà, magari un giorno dimostreranno in modo inequivocabile quale sia la tecnica più efficace per lavare senza usare sostanze chimiche, o forse c'era già!

Intanto io non voglio convincere nessuno ad usare la Biowashball o affini, la scelta è vostra (vi sentite sciamani o scienziati?). Però colgo l'occasione per ricordare che una cosa si può e si deve fare: ridurre da subito le dosi di detergente e la temperatura dei lavaggi (tutti i test dimostrano che per pulire i "vestiti di tutti i giorni" basta l'acqua a 30°) perché dobbiamo preservare il globo su cui viviamo, e questa non è una palla!



PS: riguardo alle molte varianti di ecowashball o laundryball, me ne sono fatta prestare una, di quelle apribili con le sferette di ricambio. La confezione ed i siti che la commercializzano parlano di piccole palline di ceramica, trattate ad alte temperature che, a contatto con l'acqua, liberano elettroni creando del perossido di idrogeno dall'effetto pulente ed igienizzante. Insomma, più o meno lo stesso meccanismo della Biowashball. Con la differenza che le sfere all'interno della nuova palla sono garantite efficaci per 60 lavaggi, poi vanno sostituite (mentre quelle all'interno della Biowashball dovrebbero ricaricarsi da sole se esposte alla luce solare per almeno un'ora al mese). Però ci sono due differenze sostanziali: le sferette profumano! E dopo molti lavaggi si riducono di spessore! Allora ne ho presa una e l'ho sbriciolata: non c'è un nucleo centrale, credo si tratti semplicemente di sostanze detergenti compresse (in effetti c'è una lista di "ingredienti" che elenca: higher alkyl sulfate, non-ionic surfactant, silicate, essence, water), ma non essendo una scienziata non dico altro...