mercoledì 11 novembre 2009

Shantosissimo Matrimonio Indu


Ovvero, come passare un fine settimana festoso e decisamente alternativo in mezzo a illuminate incarnazioni divine, maestri di meditazione yoga, famiglie equosolidali, studiosi di filosofia, fricchettoni di ogni nazione, cantori di mantra, suonatori di strumenti orientali, mercatini di incenso, corone di fiori e profumo di spezie senza dover andare in India. Sì perchè per matrimonio indù intendo proprio una celebrazione d'amore con rituale induista (precisazione necessaria per i miei lettori locali, che potrebbero fraintendere e sfottermi dicendo "eccerto, ciambotta, un matrimonio se fa sempre in du'").

Archiviata la peggiore battuta del secolo, passo a narrarvi questo particolarissimo evento. Partiamo domenica mattina, una rappresentanza di tre donne ed un solo uomo, d'ora in avanti chiamato lo stoico visto che, per colpa dello sciopero delle ferrovie, si è dovuto sorbire 400 chilometri chiuso in un'automobile satura di emozioni estroprogestiniche e chiacchiere! Se non è una prova d'amicizia questa...
Dopo ore e ore di impietosi spetteguless, pioggia, asfalto, soste plin plin, grigia pianura padana e tangenziali bloccate piene di milanesi nevrastenici, arriviamo in albergo. Parcheggiamo passando per un pertugio che ci fa capire il significato della parola "ottimismo" e depositiamo gli scarni bagagli in due camere che incarnano perfettamente lo stile "scalcagned recicling" (ma del resto siamo marchigiani, il nostro motto è "basta che sia pulito"), quindi ci fiondiamo al luogo del raduno.


giovedì 29 ottobre 2009

London Eye


Se in questi giorni vi trovate catapultati oltre Manica per caso, per lavoro o per amore e, dopo aver visitato tutte le attrazioni della bustling London, siete in cerca di nuove prospettive, potreste recarvi alla mostra "Myths and Fairytales" che apre da oggi fino al 22 novembre.

Inserita nell'ambito del Photomonth, ossia il festival della fotografia di London East, la mostra espone il particolare punto di vista di tre artisti riguardo al mito, al folklore e all'immaginazione. La nostra beniamina Francesca Tilio fa parte del terzetto, con le sue foto in cui reinterpreta un capolavoro del teatro francese, “Les Bonnes” di Jean Genet. Il suo stile particolare cattura in modo intenso le contraddizioni e le perversioni che portano al dramma quando le persone confondono finzione e realtà, sogni e desideri.

Altre informazioni anche sull'immancabile librodifacce. Buona visione e... occhio: se vedete una bella ragazza mora che punta una macchina fotografica nella vostra direzione, sorridete!

Il giorno di dolore che uno ha

Ci sono quelle giornate in cui sì la vita è molto carogna ma noi gli diamo pure una bella mano, e succede quasi sempre quando invece ti stavi convincendo che forse forse ce la fai a sfangarla. Attenzione, è proprio quello il momento da temere, quando ricominci a sperare. Perchè basta una stronzata, ti distrai e ti ritrovi col culo per terra nella pozzanghera, con la stanchezza che ti assale subitanea ed inarrestabile come un conato di vomito, e crolli. Vorresti mandare tutto affanculo, metterti a letto e svegliarti a primavera 2012, tanto per controllare se i Maya c'avevano ragione. Qualcuno lo fa. Qualcun'altro molla tutto e scappa in un atollo delle Hawaii. Io sono tornata a casa, ho fatto un paio di faccende frenetiche venute malissimo e lasciate a metà, cercando invano di tenere a bada l'ansia, poi mi sono skiantata sul divano ed ho ceduto all'autocommiserazione per tutta la serata.


Intanto, una parte di me mi maltratta inveendo come il Sergente Hartman (brutta smidollata, tirati su e smetti di sfrignare, sennò ti svito la testa dal collo ecc ecc) perchè dopo aver tenuto duro per tanto tempo mi lascio avvilire da errori banali, evitabili, ma soprattutto autoinflitti!


venerdì 23 ottobre 2009

Linux Day, sabato anche a Senigallia

In questi giorni è uscita Windows 7. Speriamo che abbiano subito chiuso la porta a doppia mandata per non farla rientrare!

Battutacce a parte, ho sviluppato una certa allergia non tanto per i prodotti Microsoft (colpa anche di Vista, che mi sono ritrovata mio malgrado sul nuovo pc e mi sta facendo vedere i pixel verdi), quanto per la strategia commerciale che sta dietro di loro: lo strapotere di Bill & Co non si basa sull'oggettiva superiorità dei loro programmi, quanto sulla diffusione capillare e coercitiva per cui tu, semplice utente di computer che ne capisci poco o niente, vai a comperarti un normalissimo pc e il 98% di quelli in vendita ha già installata una delle tante versioni di Windows. Se ti è andata male, ti ritrovi con Vista.

martedì 20 ottobre 2009

Ma quanti eravamo alla manifestazione? Te lo dice Occhio di Lynce!


(foto di Maddechè, La Piaga di Velluto)

E' uno dei grandi dubbi della nostra civiltà, di quelli che suscitano un delirio di ipotesi contrastanti, più degli ufo, più dei cerchi nel grano e delle puntate di Voyager.
Ora però anche Giacobbo potrà finalmente chiudere almeno un'indagine, fra le centomila lasciate a vagare nella suspance, con trionfale certezza: hanno infatti messo a punto un programma che riesce a conteggiare con esattezza il numero delle persone presenti ad una data manifestazione.

martedì 13 ottobre 2009

La Doppia Ora


Le 16.16: un'ora doppia, lo stesso numero che si ripete. Un momento magico in cui il tempo sembra duplicarsi, ed offrire la possibilità di lasciare da parte il tracciato della propria vita per addentrarsi in nuove strade, nuove possibilità. E' un attimo in cui tutto sembra possibile, e allora nasce l'impulso di esprimere un desiderio, come quando si vede una stella cadente, anche in coloro che non credono più ai miracoli.

Questo fine settimana sono andata a vedere il primo lungometraggio di Giuseppe Capotondi, regista mio concittadino, di cui però non avevo mai sentito parlare fino a quando il suo film lo ha proiettato al centro dell'attenzione nazionale ed internazionale, con l'ottima accoglienza della critica ed il premio all'interprete femminile all'ultima Mostra Internazionale dell'Arte Cinematografica a Venezia.

martedì 6 ottobre 2009

Piccoli ritocchi

E' un po' di tempo che cerco di mettere ordine nella mia vita, ma se davvero esiste una forza superiore che ci guida, evidentemente ha caricato sul mio navigatore delle mappe sbagliate, oppure ha un senso dell'umorismo alquanto bislacco...

Così percorro la mia strada un po' a tentoni, cercando di evitare le buche più dure (ah Battisti, quante volte mi togli dagli impicci metaforici) ma anche di lasciare meno morti e feriti possibile lungo il percorso. Però, ogni volta che credo di essere finalmente sulla strada giusta, sbuca un tir che m'investe in pieno, puntando dritto verso di me con la cieca predestinazione del fato. Ed io ho regolarmente lasciato l'airbag a casa...

La stessa cosa accade, più o meno, quando l'antitesi del geek cerca di capire come modificare il proprio blog, per sistemare le cose che non vanno bene (oppure per seguire indefiniti pruriti di cambiamento, in fondo tutta questa inquietudine ha sempre la stessa radice, no?) Comunque, tanto nel blog come nella vita capita spesso di credere di aver risolto i problemi, e ritrovarsi invece a fronteggiare il fatto che l'ultima modifica ha scombinato tutto più di prima.

venerdì 2 ottobre 2009

Come capire quando è giunto il momento

di cambiare lavoro?

Eh lo so, ormai voi fidi lettori penserete che sto blog stia diventando un tantino monotono, e c'avete indubbiamente ragione... ma che ci posso fare se mi tocca preoccuparmi di come guadagnare la pagnotta, dato che purtroppo non sono nata ereditiera, non ho sposato un riccone, e non è probabile che io vinca al superenalotto (colpa mia che non ci gioco)? Lo so, lo so, Tvemonti mi guavdevebbe scvollando il capino, è tutto sbagliato e con un atteggiamento psicologico così negativo io stessa alimento la cvisi mondiale che s'impenna!!

Comunque, per coloro che hanno perso, stanno per, o hanno paura di perdere, il lavoro: cantiamo tutti insieme il mantra della crisi, che ci porterà fortuna!

martedì 29 settembre 2009

Esempio di comunicazione strategica

Oggi mi va di inventarmi una storia un po' trucida, qualcosa che sondi i profondi abissi dell'animo umano, le perversioni insospettabili che possono scaturire da una psiche tormentata e instabile... E visto che i nostri più grandi esperti di politica e finanza continuano a ripetere che l'attuale crisi economica non è affatto reale, bensì solo psicologica, colgo la palla al balzo per ambientare uno psicotriller in un ambientazione very business!

Immaginiamo una situazione in cui il protagonista (che per ora chiamerò Mad Max) stia lavorando per una ditta che, nonostante gli enormi sforzi fatti da tutti i lavoratori, sta andando a rotoli a causa della cattiva gestione dei proprietari, i quali per mesi e mesi non si sono degnati di dare comunicazione alcuna ai dipendenti sullo stato reale delle cose e sui piani futuri.

Un'agonia di -boh, diciamo- quattro anni -mi sembra un periodo di tempo che possa giustificare una certa incazzatura, no?- durante i quali il nostro Mad è stato trattato come una bestia da soma, tra superlavoro non riconosciuto, casseintegrazioni varie, stipendi a singhiozzo, accuse di ogni genere (è la vostra negatività che danneggia la ditta, se non siete d'accordo la porta è quella, e non rompete le scatole ecc ecc), mentre sempre più soldi venivano dirottati nelle tasche dei proprietari oppure di nuovi supersupermanagers dai gran titoli e dai pochi fatti.

giovedì 24 settembre 2009

sempre in merito alle PMI locali

(vignetta di Natangelo)

Innanzitutto ringrazio tutti quelli che stanno contribuendo alla discussione sull'agonia del tanto lodato modello economico marchigiano, e vorrei aggiungere un paio di spunti di riflessione stavolta più personali: mi sembra che queste ditte a conduzione familiare nascano come poco più che piccole botteghe artigiane. Tutta la famiglia vi è coinvolta, e controlla direttamente tutte le fasi della lavorazione. Una volta incocciati l'idea e/o il prodotto giusti, si ingrandiscono senza però cambiare la propria struttura. La mentalità resta artigiana, per cui il capo (e la famiglia) controlla tutto, non delega nulla, e quindi più aumentano le dimensioni della ditta più il normale svolgimento delle attività si rallenta. E se non ci si adatta, alla fine s'incricca!

domenica 20 settembre 2009

Psicotest

Segnalato dal facondo Livefast, ho fatto questo psicotest basato sugli studi di Jung e successivi sviluppi, ed il risultato è: ENFJ, ossia temperamento idealista, tipologia maestro, carattere estroverso ma non troppo, intuitivo, empatico!
Soddisfacente, direi ;)

Se vi piacciono i test e masticate benino l'inglese, non vi resta che cimentarvi!
Per altre informazioni e per decrittare le sigle, potete leggere qui.

Buon divertimento


sabato 19 settembre 2009

Vignette

Ho trovato un sito facile facile carino carino dove anche una spastica come me può creare vignette :)


In morte del modello industriale marchigiano

Avete presente il miracolo economico marchigiano?

Quello che ha spinto la nostra regione a lasciarsi alle spalle un retaggio di povertà contadina e arretratezza tecnologica per lanciare un modello industriale basato su un microcosmo di piccole ma agguerritissime imprese a conduzione familiare, che sfruttavano i "metalmezzadri" (nella brillante definizione del nostro illustre conterraneo Fuà) senza però creare lacerazioni insanabili nel tessuto sociale e che impiantavano industrie nelle loro zone, senza infrastrutture ma anche senza fratture, cioè senza creare gli agglomerati che hanno stravolto il Nord. Piccole ditte che sono cresciute grazie alla lungimiranza dei fondatori e all'incredibile passione per il lavoro dei marchigiani (che a stacanovismo se la giocano alla pari coi cinesi, e lo dico per esperienza personale) e che, quatte quatte, hanno scalato i vertici del mercato e le classifiche del benessere, arrivando a dare lavoro a migliaia di persone ed aprire sedi in tutta Italia e poi all'estero.

Un modello talmente efficiente da essere oggetto di studi ed analisi che ne evidenziavano le peculiarità vincenti: la flessibilità, la snellezza organizzativa, il dinamismo imprenditoriale. Un modello per cui le Marche sono diventate sinonimo di eccellenza in moltissimi settori (dall'abbigliamento ai mobili, dagli elettrodomestici agli strumenti musicali, dalle scarpe all'elettronica, yacht e così via), ed incarnato da vere e proprie dinastie di industriali.

Bene, dimenticatevelo, è morto.

sabato 12 settembre 2009

Italian Graffiti

Ho un rapporto ambivalente coi graffitari: da una parte, mi piacciono tantissimo i disegni (io che non sono capace manco di dare una parvenza 3D al solito ometto con la testa a palloncino ed il corpo a filo), mentre ho una schietta antipatia per i tag (uno che ricopre ogni centimetro di muro con una sigla non è un artista, solo un grafomane triste e ossessivo-compulsivo) come pure per le varie dediche e invettive. Insomma, fatta salva l'umana empatia per le sofferenze altrui, in fondo a me e agli altri 6 miliardi di persone non ce ne può fregare di meno se un anonimo Pinco Pallino ritiene che X sia uno stronzo o Y una p... escort: caro Pinco, molla il pennarello o spray, munisciti di coraggio e risolvi la cosa fra di voi!

Però da circa un mesetto, durante i miei lunghi andirivieni dal lavoro, mi sono appassionata ad una storia tristissima che si sta lentamente dipanando a furia di iscrizioni sui vari muri e muretti della città con una raffineria dentro. E' cominciato tutto sul muro di un palazzo, dove il Pinco di turno confessava di aver indotto un suo amico a fumare per dividerlo dalla ragazza. Quello che mi ha colpito non sono stati i caratteri cubitali della scritta, l'impressionante percentuale di errori grammaticali pro parola, l'indubbio messaggio salutistico (eh, i danni del fumo...). Quello che mi ha fatto rallentare è stata la chiusura: "lei non verrà mai a sapere". O lei è ancora più analfabeta dello scrivano, oppure si è trasferita, altrimenti -ho pensato- la città con la raffineria dentro non è sterminata, c'è il rischio che qualcuno degli indigeni capisca di chi si sta parlando.


giovedì 27 agosto 2009

Art Attack ad Ar(t)cevia

In queste afosissime serate agostane, la subdola tortura delle zanzare (che hanno invaso la mia dimora dimostrandosi resistenti ad ogni arma di sterminio) cospira con la nube di umidità monsonica che staziona ormai permanentemente nel mio soggiorno per cacciarmi fuori dai miei possedimenti a cercare refrigerio ove possibile.

Vorrei partire ma, data la drammatica carenza di soldi (ricevere lo stipendio a cadenze bimestrali inizia ad innervosirmi), la tanto vagheggiata crociera lungo i fiordi della Norvegia resta ben chiusa nel mio cassetto, assieme al progetto di vincere il Nobel per la Letteratura prima dei 35 anni, sfornare subito dopo due gemelli sanissimi bravissimi e bellissimi tornando inoltre più in forma di quanto io sia mai stata, ricevere la notizia di essere l'unica erede di un vecchio prozio miliardario (beh, almeno è più probabile che non vincere al superenalotto), e scoprire il metodo per attivare le sinapsi dormienti del cervello con conseguenti superpoteri (da usare ad esempio per pulire, cucinare e depilarmi con la sola forza del pensiero). Vabbè, il cassetto è capiente e poi ci sarebbe anche tutto il comparto hot, ma vi risparmio.


martedì 11 agosto 2009

Come ti manipolo il sondaggio

Avviso ai naviganti: trattasi di post estremamente futile, autocelebrativo e fuorviante. E' consigliata l'astensione alla lettura per tutti coloro che credono che un blogger abbia il diritto di scrivere solo cose serie e impegnate.

Fatte le dovute premesse, vi linko la denuncia del noto blog Piovono Rane, che segnala una clamorosa svista causata dal "trappolone del sondaggio estivo": praticamente, molti giornali e blog hanno preso per buono e rilanciato in un inarrestabile tam-tam mediatico il risultato di un sondaggio che, analizzato più approfonditamente, si è invece rivelato inesatto e fuorviante. Seguite il link se volete sapere di che si tratta.

Potrei usare questa rivelazione per invitare, come fa Gilioli, ad avere più spirito critico e a non dare sempre tutto per scontato, soprattutto se si ha intenzione di fare informazione.

Potrei usarla anche per ridicolizzare lo stato dell'informazione in Italia, talmente superficiale che persino telegionali e quotidiani nazionali non fanno un minimo di ricerca prima di divulgare qualsiasi notizia.

Potrei! Invece ne approfitto per segnalarvi che questo blog, signori miei, si vanta di propinarvi da ormai quasi due anni dei sondaggi inediti, assolutamente inutili e che potete storpiare e rilanciare come meglio volete. Quindi che aspettate? Lanciatevi subito nel nuovo sondaggio sulle sagre estive, che trovate nella barra di destra.

Votate, votate e chi lo sa, magari un giorno con il vostro contributo qualcuno di questi sondaggi potrà essere citato a sproposito da qualche telegiornale ;)

Programmazione TV: HORROR...

Senza riprendere in esame la situazione dell'informazione pubblica televisiva in Italia (che sennò non finisco più, e poi c'ho il richiamo del cazzeggio estivo che mi distoglie), vorrei esprimere il più generale senso di orrore che mi coglie se mi azzardo ad accendere la TV: il solito riciclaggio di vecchiume e riempitivi di indubbio gusto (nel senso che indubbiamente fanno pena), la jettatrice in giallo, l'ispettore mannaro divorapanini, tristissimi amarcord di spezzoni di supervarietà, altrettanto tristi telenovelas e il meglio dei flop al botteghino delle passate stagioni... Mio Dio, la programmazione estiva della TV pubblica è più trita e ripetitiva della rotazione dei video su MTV!!!

Però l'autunno è alle porte, ed i reality stanno affilando le unghie per ghermire l'audience (e stracciarle l'anima). Uno ha giocato d'anticipo, per accaparrarsi i pochi stanchi spettatori che resistono al caldo e alle zanzare inchiodati ai divani: rullo di tamburi! Signore e signori, ieri è iniziato Celebrity Bistury, condotto da nientedimenoche Elisabetta Gregoracci, la casta soubrette nostrana nota come colei che ha portato all'altare nonno Flavio Sciupafemmine Briatore e già protagonista di Vallettopoly, reality giudiziario che si è aggiudicata a colpi di baciny (intimy).

lunedì 10 agosto 2009

Secessione nelle Marche

Eh sì, non bastava quell'assurdità economico-politica di San Marino: ora ci si mettono pure quegli skizzinosi dei comuni dell'Alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant'Agata Feltria, San Leo e Talamello), che si sono staccati dalle Marche per unirsi all'Emilia Romagna. Il passaggio è stato richiesto con un referendum popolare che ha visto oltre l'80% di consensi, ed ora altri due paesi (Montecopiolo e Sassofeltrio) stanno cercando di seguire lo stesso iter, mentre in altri comuni della zona il referendum è fallito.

Non sono serviti né il riconoscimento della peculiarità della zona con l'istituzione della Comunità Montana (e relativi benefici) né il protocollo di collaborazione fra le regioni Marche ed Emilia Romagna proprio allo scopo di "trovare sempre più adeguate soluzioni alle esigenze di un territorio complesso”: loro nelle Marche proprio non ci vogliono stare!

Personalmente non me ne frega una beneamata cippoletta se l'Alta Valmarecchia si sente più romagnola che marchigiana (e perché non toscana, allora?): può fare tutte le secessioni che vuole ma tanto geograficamente resta sempre dov'è, e se voglio farmi un giro da quelle parti non mi chiederanno mica il passaporto!

Però sono curiosa di capire quali motivazioni spingano 7 comuni a smuovere mari monti e confini non dico per diventare indipendenti, ma solo per passare da una regione all'altra. Se l'Emilia Romagna godesse di statuto speciale potrei capire, visti gli indubbi vantaggi economico-fiscali, ma non è così, per cui ho deciso di documentarmi un po'.


sabato 8 agosto 2009

Pulizie e Sindrome di Diogene

Sti giorni che finalmente ho un po' di tempo per me ne sto approfittando per fare pulizia, a molti livelli: dalla faticosa esplorazione delle varie ere geologiche di vestiti via via depositati dal susseguirsi delle centrifughe su un sempre più gemebondo asse da stiro al laborioso riassestamento di equilibri più personali.

In questa colossale opera di riordinamento, riforma e ristrutturazione, ho scoperto che anche una "conservatrice" maniacale come me può provare il piacere iconoclasta delle d-epurazioni, tanto più necessarie quanto più ci si ritrova sommersi da souvenir del passato (per carità, belli, amati, legati a tanti ricordi, ma ormai desolatamente inanimati). Avete presente l'inconfessabile sollievo che accompagna la visione della bomboniera in cristallo di boemia, lustro ricordo del matrimonio del cugino It, che si spetascia al suolo in mille pezzi mentre stavate spolverando? Ammettetelo, mai la credenza vi è sembrata tanto bella nella sua nitida vuotezza.

Effettivamente a casa mia non è che le mensole soffrano di grande sovraffollamento, essendo io talmente maldestra da risultare letale per ogni ninnolo alla mia portata. Però c'ho questa mania di non buttare mai nulla, uno scontrino, un pezzo di nastro da pacchi, la maglia "portafortuna" dell'università ormai stretta e stinta ma che mi piaceva tanto... so che non serviranno più a nulla, però non riesco a buttarli finchè non sento sinistri scricchiolii provenire dall'armadio o dall'archivio.

Idem nel mondo 2.0: prima del grande repulisti feriale, conservavo centinaia di mails e di allegati inutili, di cronologie chat e contatti di messaggistica silenti da mesi, tutti belli catalogati (perchè ve l'ho detto che sono maniaca) ma nella maggior parte dei casi assolutamente superflui. Pensavo di essere un po' stramba io, invece scopro che si tratta di un comportamento molto comune, tanto da essere stato oggetto di alcuni semi-recenti articoli: cari miei, non si tratta di pidocchieria morbosa, insicurezza congenita, fobia della recessione economica o riciclaggio compulsivo-ossessivo. Si tratta invece di una variante 2.0 della Sindrome di Diogene, quel filosofo cinico (e anche un po' masochista) che abitava in una botte e andava in giro 'gnudo con una lanterna a cercare l'uomo. Che, inizio della digressione, se fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe avuto vita assai difficile: un barbone che si professa cittadino del mondo e gira con un lumino in mezzo ai rondisti padani, la vedo brutta - fine della digressione.

Comunque, la Sindrome di Diogene ha svariate piacevolissime manifestazioni, una delle quali si presta anche al mondo digitale: l'accumulo patologico di files vari, spesso mai usati, nel proprio pc. Per quanto riguarda la posta elettronica, il quotidiano spagnolo El Pais (restando in tema di "monnezza", tra un'intercettazione porno ed una foto osé di Villa Certosa) ha associato la Sindrome di Diogene anche a coloro che conservano tutti i messaggi di posta elettronica, spesso inutili o perfino non letti, senza cancellarli mai. Si tratta di una "patologia" nuova nel mondo informatico, resa possibile dalle nuove caselle di posta elettronica che offrono fantastilioni di byte per cui cancellare le mail non è più una necessità, dai vari feedsreader e newsletter, sottoscrivendo i quali si ricevono decine e decine di mail "impersonali" che spesso restano non lette ad ingolfare gli account di posta elettronica, e dall'abitudine di avere più di un account di posta (per mantenere divise certe aree della propria vita).

Ah sì, e poi c'è lo spam, croce e delizia di ogni utente internet, fra proposte di lavoro in neo babel-fish-ico (vorremmo reclutargli la gente per questo lavoro calmo, tutto che aveste bisogno di foste un con computer personale, il Internet e un telefono mobile), improbabili vedove africane che ti eleggono unico degno erede del loro patrimonio miliardario (a patto di donarne una minima parte in beneficenza), e incantevoli ma confuse modelle lituane che hanno scelto me come unico uomo della loro vita (per rispondere vado a saccheggiare il repertorio di Saffo). Ah già, e le offerte irrinunciabili di ViAgRa e ciaaaalis per fare diventare pazza la mia vicina (strano, pensavo bastasse la musica rock a tutto volume quando faccio le pulizie) ecc ecc
Fine seconda digressione, torniamo a Diogene.

I rischi? Beh, a parte quello di perdere ore ed ore per cercare una mail importante o rischiare che passi inosservata nella marea di "monnezza" che la circonda, nei casi più gravi il Diogene cibernetico rischia la chiusura dell'account e la perdita del contenuto. Meglio convertirsi in una delle altre tipologie di utenti di posta elettronica: il classificatore (Sere oggi: ogni mail viene ordinatamente riposta nella cartella a seconda del tema), il selettivo (Sere domani, spero: via tutto quello che non è indispensabile), il sentimentale (Sere ieri: un mio amico mi sommerge di emerite stronzate, ma le conservo tutte in suo onore), l'irresponsabile (Sere mai: quelli che cancellano tutto, salvo poi accorgersi ohcazzoquellamiserviva...) e il "Diogene" appunto.

La cosa più bella sono i consigli di un noto guru dei manager (no, non quello che pensate voi ;) ), che spiega come gestire la posta elettronica senza diventarne schiavi. 10 regolette, facili facili, semplici semplici. Forse troppo semplici, ma comunque potete leggerne un sunto qui.

Uff, per oggi basta, ho ripulito le mail della "monnezza" ma l'ho riversata di qua! Quasi quasi, seguo l'insegnamento di Diogene e cancello anc

lunedì 3 agosto 2009

Finalmente Ferie! Fantasticoooo... ma ora... che Fare?

Fossi Fermamente Fissata Farei Forse una Filippica Frizzante Fondata sulla F di FERIEEEE... Follia!

E' già, era ora scossa che alla sottoscritta, dopo mesi di superlavoro, venisse concessa una pausa per tornare a sperimentare di persona che esiste un mondo, una vita intera oltre la propria scrivania. Peccato che quest'anno la tregua sia Funestata dall'atroce sospetto di non ritrovare più quella stessa scrivania una volta Finite le Ferie... Ma questo è un argomento di cui ora non voglio parlare, devo dedicarmi alla nobile arte dell'ozio!

E qui nascono i problemi perchè per una come me, reFrattaria alla quiete e con un gruppo di amici ormai quasi tutti presi dalle mille incombenze della immane Fatica genitoriale, che li costringe ad un invariabile "scusamac'hoiFiolipiccoli", le Ferie presentano sempre un interrogativo inquietante: adè che cacchio Faccio?

Considerando l'annataccia, in cui molti nodi mi si sono incastrati nel Famoso pettine (chi ha visto le Forbici??), dovrei approFittare di queste giornate "vuote" per liberarmi dall'ansia, che mi ha spinto a capoFitto in diecimila attività (Fare Fare Fare per non pensare), e Fermarmi invece a riprendere Fiato. E magari guardarmi dentro. E già che ci sono tagliarmi i capelli, và, così butto via anche il pettine!

Oggi inizio con un programmino Facile Facile: dormire (ok), mangiare (ok), cazzeggiare (in corso). Ottimo!

Ma già so che dopo due giorni di assoluta pigrizia mi sarò rotta le scatole. Per noi rivieraschi (o quasi) ci sarebbe sempre l'asso nella manica (andare al mare) ma sospetto che le divinità meteorologiche abbiano in serbo taaaanta umidità nei prossimi giorni (Fulmini e saette, Giove Pluvio è implacabile!!! Lo so che non si devono prendere le Ferie a ridosso di Ferragosto, ma noi impiegati siamo una specie ormai subumana, privata del libero arbitrio). Quindi dovrò comunque trovare qualche attività Fisica (mooolto moderata) ed intellettuale (ahahahah, scusate, a volte esagero) per riempire queste lunghe giornate estive e soprattutto avere un'ottima scusa per rimandare ancora una volta le Faccende che puntualmente mi lascio per l'estate ma che poi non ho voglia di Fare. A proposito, c'è qualche navigante errabondo che si diletta ad imbiancare pareti e aggiustare cucine mentre io cazz... medito? Contattatemi!