venerdì 6 marzo 2009

Senigallia 2.0

Amici, navigatori ed internauti casuali, oggi racconto la mia incursione alla prima conferenza del ciclo Senigallia 2.0. Organizzata da Andrea Garbin (responsabile delle politiche scolastiche e giovanili del comune ma noto anche come Pollicino) in collaborazione con altri bloggers locali, prevede una serie di incontri per esplorare il significato e le applicazioni del cosiddetto "web 2.0", ossia un modo di usare internet focalizzato soprattutto sull'interattività e sulla comunicazione, e le sue varie applicazioni in campo personale e pubblico. Se volete una definizione generica molto più geek, leggete qui oppure dimostrate di aver capito facendo una ricerca su internet, aprendo un forum dedicato e creando un gruppo su Facebook.

La serata di ieri era dedicata ai bloggers locali, alle loro storie, come sono capitati su internet, le motivazioni per cui scrivono online (chi per fare informazione; chi per partecipare alla vita pubblica e/o politica; chi per creare e mantenere dei contatti sociali; chi per comunicare, raccontare, scrivere; chi per lavoro; chi per gioco; chi perché proprio non c'ha un kaiser da fare...) e le aspettative che, pur ovviamente diverse a seconda del tipo di blog, comunque hanno un minimo comune denominatore: farsi conoscere (e possibilmente apprezzare).

A parte il fatto che mi sembrava un tema interessante, sono andata volentieri anche perché metà dei relatori erano persone che ho conosciuto proprio grazie al mio blog, e se non è 2.0 questo... E' stata una serata molto piacevole, anche se decisamente autoreferenziale visto che, oltre ai bloggers chiamati a parlare, non c'era quasi nessuno... Come commentavo con Gaspa, sembrava un pochino una riunione degli alcolisti anonimi: ciao sono Pinco Pallino, ho iniziato a bloggare per caso, e non riesco più a smettere ;)

Il problema è che, come tutti gli alcolisti anonimi, se sei alla riunione vuol dire che, anche se neghi, sotto sotto sei coinvolto e prima o poi te tocca parlà! Infatti, per colpa di un insospettabile delatore, mi sono ritrovata catapultata sul palco a parlare del mio striminzito bloggettino senza la minima preparazione. Ho farfugliato qualcosa sul fatto che non sono mica di senigallia e cercato di distrarre tutti i presenti con una serie di faccette imbarazzate che Jim Carrey può skiattare di invidia. E pensare che una volta potevo contare su un beato anonimato...

In attesa di verificare se le foto fatte dalla seconda fila sono passabili, allego la locandina con le altre date: il programma è ancora aperto a suggerimenti e richieste, approfittiamone!

Che altro dire? Come ho candidamente dichiarato ieri, se bloggo io possono davvero bloggare tutti... ohibò, mi sento un po' Costanzo nella pubblicità della camicia: bloggofit, un blog coi baffi!!!

Buon blog a tutti ;)


sabato 28 febbraio 2009

Rassegna Stampa Radioattiva

Non conoscendo affatto la statura di Dio, come giustamente avvertiva De Andrè, non mi metterò a fare facili battutacce sulla scarsa altezza che livella i premier italiano e francese. Altre ben più inquietanti caratteristiche accomunano questi personaggi della politica in un escalation che va dalle battute di bassissimo livello sulle donne (o forse era Sorbonne?) ai piani per reintrodurre le centrali nucleari nel nostro Paese. Pazienza per la volontà popolare che si era espressa nel 1987 contro l'uso del nucleare. Ma si sa, i tempi cambiano, e allora via alla conta fra le regioni: ambarabàciccìcoccò, l'impianto nucleare a chi lo do?
Lettore, inutile che ti nascondi, un-due-tre tocca proprio a TE!

Il Governo però ha molto a cuore la salute dei suoi cittadini, dall'inizio alla fine, tanto che si va avanti a passo di carica per consentire ai politici di decidere anche della nostra dipartita. Come mai tanta fretta? Hanno paura che l'opposizione, dilaniata dalle lotte interne, esali l'ultimo respiro prima di poter ratificare anche questo decreto legge?
"Nessun accanimento terapeutico per le libertà individuali"

E un'altra libertà che se ne va è quella di scioperare: per ora coinvolge solo il settore dei trasporti, ma potrebbe essere esteso anche ad altre categorie di lavoratori. Lo sciopero selvaggio non piace a nessuno e crea un sacco di problemi agli altri cittadini, ma anche il mancato rinnovo dei contratti possono essere una bella scocciatura, soprattutto per la famiglia del auto-aero-ferro-tranviere. Ma c'è una soluzione che mette tutti d'accordo: oh lavoratore scontento, vuoi scioperare senza dare fastidio? Eccoti lo sciopero virtuale: vai a lavorare lo stesso (e per di più non percepisci la paga), però ti concediamo di dire che ti girano un po' le palle.
Almeno ci resta (per ora) la libertà di parola...

Siamo ancora assediati da notizie di cronaca nera e racconti di efferate violenze contro donne e bambini. Il Governo a parole vieta tali odiosi crimini (pensando forse che così non accadranno più) e delega la sicurezza alle ronde di privati cittadini, che oltre al gusto di sentirsi un po' Rambi di periferia potrebbero anche trovare il modo di vendicare qualche piccolo torto privato o addirittura guadagnare dei soldi grazie agli sponsor, idea allettante in tempo di crisi e disoccupazione. Peccato che dall'analisi dei dati emerga una realtà ben diversa: i più pericolosi non sono gli stranieri, bensì gli italiani e la maggior parte delle violenze si consuma in ambito familiare. Non sarebbe il caso di dotare le ronde, oltre di cellulari e radiotrasmittenti, anche di un comodo passepartout? Nessun problema, al Governo hanno pronto l'ennesimo decreto per regolamentare il tutto.
"Caos calmo"

Nessuna delle principali testate d'informazione (si fa per dire) nazionali invece riporta una delle poche buone notizie della settimana, ossia il premio per la libertà di stampa conferito a Berlino dall'Associazione dei Giornalisti Tedeschi al nostro connazionale Marco Travaglio, come riconoscimento del suo impegno per un'informazione autonoma. Certo, considerando che il signore e padrone di Mediaset è anche il capo del Governo e come tale controlla pure la Rai, le speranze di una libera informazione restano appese ad un filo, anzi ad una triplice ragnatela (www).
"L'informazione corre sul filo (del modem)"


(Vignetta presa da Rododentro)

venerdì 27 febbraio 2009

Paragoni Stellari

Ispirata dai commenti alla mia precedente Rassegna Stampa e da una discussione con Diego (graaaazie per i suggerimenti), vorrei buttar lì come ulteriore spunto di riflessione un mini-quissss!

Considerate le tappe tipiche di un'ascesa al potere: immaginate un politico estremamente ambizioso, potente e senza scrupoli. Dapprima fa in modo di creare casini e, ove ciò non fosse possibile, dare risalto via mediatica a problemi sempre esistiti ma che, pompati dai media (usati alla stregua di arma di rincoglionimento di massa), creano la fobia dei "disordini". Contemporaneamente, inizia a demolire la credibilità dei suoi oppositori con tutti i mezzi (leciti e non), presentandosi nel contempo come l'unico in grado di risolvere la situazione, un martire che si immola per amore dei cittadini sull'altare del bene pubblico invece di godersi una meritata vecchiaia di riposo.
I cittadini, bombardati di brutte notizie dai media, vanno talmente nel panico da accettare qualsiasi limitazione della libertà individuale e della giustizia a patto che venga loro garantita la sicurezza.
Per fare ciò, le attuali forze dell'ordine non bastano più (o non sono più avvertite come sufficienti), quindi il futuro despota dispone la creazione di forze aggiuntive a lui assolutamente fedeli dopodiché, al fine dichiarato di riportare tutto alla normalità con la massima celerità, procede ad accentrare nelle proprie mani tutti i poteri (governativo, esecutivo, giudiziario).
L'ultimo passo sarà il riconoscimento ufficiale e "legale" del passaggio da Democrazia a Dittatura.

Di chi sto parlando?
A - Berlusconi
B - L'Imperatore di Guerre Stellari

Entrambe le risposte sono giuste, l'unica differenza è che Berlusconi (al momento) non ha l'esercito dei cloni bensì le ronde, e che in Travaglio la forza scorre sì potente, ma purtroppo non c'ha la penna laser...


chi tutto sommato...

...pensa che un bel cielo blu, per quanto distante, faccia un gran bene all'umore!


domenica 22 febbraio 2009

Rassegna Stampa Ripetuta

Ripetuta come si ripetono le battute del nostro Premier, che dopo averci messo in imbarazzo con tedeschi, ebrei, spagnoli, di nuovo tedeschi e statunitensi (ma sicuramente mi sono dimenticata qualcuno), nonchè le donne in generale e tutti i "coglioni" che non lo votano, ora ironizza sulla tragedia dei desaparecidos che, secondo la sua ilare visione del potere e della morte, venivano portati a fare dei giretti in aeroplano durante le belle giornate di sole... Alle reazioni indignate dell'Argentina, il Governo ha reagito con altrettanta indignazione per l'ennesimo caso di travisamento malevolo e strumentale: in fondo il Premier ha specificato che "fa ridere ma è drammatico".
Strana concezione del comico...

Il buonumore del Premier è contagioso e conquista sempre più elettori: in questi giorni la Sardegna fa registrare una netta vittoria del candidato del PDL, Cappellacci, al grido di "un sorriso ed una villetta sul mare per tutti". Però, se qualcuno considerasse l'elevatissimo numero di astenuti e schede bianche o nulle, potrebbe captare un vago senso di sconforto tra gli elettori. Ma la vittoria del PDL è comunque netta, come ammette anche lo sconfitto Soru che, dopo aver chiaramente azzeccato la campagna elettorale, sfodera le sue doti profetiche anche nei confronti del suo partito: "Il Pd ha comunque un grande futuro davanti".
Tanto di Cappel(lacci)o!

Doti profetiche, dicevamo... ed infatti subito dopo la debacle in Sardegna Veltroni ha deciso di dimettersi per salvare il PD. Caro Veltroni, è vero che finalmente sei uscito dal limbo ed hai preso una decisione, ma da questo a salvare il PD ce ne corre... Dopo laboriose consultazioni per trovare il nuovo leader, in cui le molte anime della sinistra italiana hanno dato di nuovo mostra di scarsissima coesione, la scelta è caduta su Dario Franceschini: finalmente un volto nu... finalmente una delle solite facce.
"Chi lascia la strada vecchia per la nuova..."

Intanto i media si occupano ancora diffusamente del maltempo e della neve (questa grave ed inspiegabile anomalia metereologica nel mese più freddo dell'anno...). E la neve, bianca e silenziosa, avvolge e copre ogni notizia sul processo Mills, l'avvocato inglese condannato per essersi lasciato corrompere al fine di testimoniare il falso in due processi contro la Finivest, nonostante non sia stato specificato l'ammontare delle mazzette, le coordinate spazio-temporali, le motivazioni e l'identità del diabolico corruttore. Nelle carte personali l'avvocato menzionerebbe un certo Mr.B. Io un'ideuzza ce l'avrei...
Chiamiamo Poirot o Coliandro??

Un altro tema tristemente ripetuto è ancora quello, drammatico, sull'escalation degli episodi di stupro e violenza sulle donne e, in generale, sul problema della sicurezza. Il Governo prende atto delle reazioni del popolo, che decide di farsi giustizia sommaria, ed interviene per ristabilire l'ordine civile e giuridico: basta aggressioni random, organizziamo delle vere e proprie ronde! Formate da agenti e carabinieri in pensione, avranno in dotazione solo ricetrasmittenti e cellulari con cui avvertire le forze dell'ordine. Ma non sarebbe più semplice aumentare direttamente le forze dell'ordine?
Sicurezza fai-da-te

Intanto a Lampedusa e Milano gli immigrati appiccano il fuoco ai centri d'accoglienza ormai trasformati in centri di identificazione ed espulsione, forse per portarsi avanti con la prassi tutta nostrana di bruciare stranieri e senza tetto, prima che lo facciano i soliti giovani annoiati delle famiglie bene. L'unico che cerca di gettare acqua sul fuoco è Fini, che incita a mantenere la lucidità e a non associare criminalità e immigrati.
Il problema immigrazione è incandescente!

Per dimostrare che Fini ha ragione, chiudo con questa storia incredibile di una signora italiana che, secondo il manuale del perfetto pirata della strada, investe un bambino, fugge semza prestare assistenza e poi, ecco il colpo di genio (del male), torna dalla famiglia della piccola vittima per chiedere il risarcimento per i danni all'auto.
Senza Parole

giovedì 19 febbraio 2009

PicaZZate ed altre amenità!

C'è chi le chiama Backgammoniadi, chi le chiama XXX-iadi (visto che solitamente si gioca a tutto fuorché a Backgammon), chi le chiama Riunioni...

Sì, i nostri incontri fra bloggers sono tutto questo, ma anche molto molto di più!

Ieri per esempio c'è stata una prima luuuunga parte densa di pathos, quando uno dei giocatori ci ha dimostrato che optare per la parola a poker non vuol dire passare il turno agli altri giocatori (riservandosi di scegliere se puntare solo alla fine). No! Vuol dire letteralmente prendere la parola e stordire gli avversari con funamboliche discettazioni sul compagno Ezov, la semantica del lavoro, lo spessore del contributo delle stagiste tedesche, l'evoluzione del concetto di seno (e tetta) nell'estetica occidentale ed innumerevoli altri collegamenti e digressioni che Pindaro in confronto era un novellino, al punto che gli avversari si ritrovano talmente frastornati da rilanciare contro le proprie stesse puntate senza nemmeno ricordarsi di cambiare le carte...
Insomma, più che un divide et impera, era un affabula e confondi!
Alla fine, vinti da tanto eloquio, abbiamo puntato tutto in un epico e catartico all-in finale...
Per la cronaca, ha vinto Vercellik!

A questo punto, la tensione agonistica si è unita ad un insospettabile furore creativo e ci siamo buttati su un nostro vecchio cavallo di battaglia: Pictionary. E veramente anche stavolta posso dire di aver visto (e disegnato) cose talmente misteriose ed ermetiche che rasentano l'occulto! Nel senso che, subito dopo essere state disegnate, analizzate, ampiamente dibattute (e spesso derise fino alle convulsioni), certe prove d'autore andrebbero subito occultate in maniera definitiva, come ha fatto Seldon per il suo felino preistorico, la crudele Panterosaura!

Non so se il mondo è pronto per queste creazioni, ma a mio parere la Panterosaura avrebbe meritato di essere rivelata a tutti... In compenso, sono riuscita a sgraffignare alcune delle opere più avanguardiste che mi appresto a pubblicare qui, per ordine del vincitore (sempre Vercellik, che quindi si è aggiudicato il prestigiosissimo Quillino 2009, opera di Laura, tutto dorato e tempestato di preziosissimi intarsi che Klimt sarebbe skiattato d'invidia. PS: il manufatto è temporaneamente custodito presso la sede dell'ECO Senigallia, i visitatori sono pregati di affrettarsi perchè ho la ferma intenzione di impossessarmene alla prossima xxx-iade!).

Un avvertimento: ben due scanner oggi si sono rifiutati di scansionare queste immagini, credo sia un monito delle forze supreme... ma più di esse temo le ritorsioni di Vercellik per cui le ho fotografate alla meno peggio e le schiaffo qui: a voi passanti l'arduo compito di interpretarle. Noi, incredibilmente, ci siamo riusciti!

Per la categoria Persone/Luoghi/Animali

Per la categoria Sfida (o sfiga... o forse sevizia sugli animali)

Per la categoria capolavori assoluti e collaborazioni artistiche


A chi indovina saranno rivelati in premio i nomi degli autori!
Buona fortuna!

***
NdA: la mia musa ispiratrice (un nome a caso) mi ha suggerito un paio di ritocchi... fatto!

sabato 14 febbraio 2009

L'essenziale è invisibile agli occhi

"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino... "
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, "sono così triste... "
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
(...)
"È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami...
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... "
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse.
"Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
"Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
"Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe.
(...)
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "... piangerò".
"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... "
"È vero", disse la volpe.
"Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
"È certo", disse la volpe.
"Ma allora che ci guadagni?"
"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
(...)
"Addio", disse.
"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
"L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
"È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"È il tempo che ho perduto per la mia rosa... " sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
"Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa... "
"Io sono responsabile della mia rosa... " ripeté il piccolo principe per ricordarselo.
(A. de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe)

Dedicato a tutti coloro che, pur conoscendo le conseguenze, si sono lasciati addomesticare; a tutti coloro che dedicano tempo prezioso ad un'altra persona; a tutti coloro che conoscono un rumore di passi diverso da tutti gli altri, a coloro che ancora lo aspettano, a coloro che ne conservano il ricordo nel cuore. A tutti coloro che accettano l'onere e l'onore di farsi responsabili della felicità di un'altra persona, ed a tutti coloro che riconoscono il valore dei legami, anche quelli spezzati. A tutti coloro che sanno amare (l'amato/a, gli amici, un'idea), auguro di non avere mai paura di cercare ciò che è invisibile agli occhi.


Rassegna Stampa Romantica

Come tutti gli anni, con la ricorrenza della festa di San Valentino si è scatenato un assalto assai poco amoroso e disinteressato di pubblicità mielose e notizie sdolcinate, tanto da far passare in secondo piano temi ben più urgenti. Come se essere innamorati non fosse già una festa di cui godere ogni beato giorno. Mah...

News sulle coppie celebri, classifiche dei baci più belli o delle frasi d'amore più romantiche, inviti perentori o subdoli a regalare fiori-cioccolatini-gioielli e tutto quanto possa essere più consumistico di un bacio sincero altrimenti sei un mostro senza cuore, sondaggi e messaggi... non poteva salvarsi nemmeno la mia povera rassegna stampa, che questa settimana registra, per esempio, la notizia epocale del matrimonio di Claudio Amendola e Francesca Neri, dopo undici anni di convi-fidanzamento ed un tenero pargoletto di nove. Voglia di romanticismo o mossa pubblicitaria? Boh, sicuramente comunque è un passo ben meditato. Auguri! E speriamo di non ritrovarli presto sui giornali rosa...
Il matrimonio è la causa prima del divorzio. (Groucho Marx)

Da un amore ben collaudato a due giovanissimi inglesi, rispettivamente di soli 13 e 15 anni, che hanno appena messo al mondo una bambina. I vari tabloid hanno sbattuto la loro storia in prima pagina con tanto di foto e dovizia di particolari, speriamo almeno che si apra un dibattito serio sulla necessità di una corretta educazione sessuale per gli adolescenti, in modo che un figlio sia un dono d'amore, non il frutto di una notte di sesso non protetto. Ma ho fiducia in questi ragazzini, sicuramente non sanno cosa li aspetta ma accettando di far nascere la loro bambina hanno comunque già fatto un enorme atto di amore.
Sono amori acerbi ma finché c'è amore c'è speranza!

Anche Amanda Knox, nonostante abbia ben altri pensieri (almeno credo), trova un momento per celebrare San Valentino, presentandosi in aula con una T-Shirt dove campeggia a lettere cubitali la scritta "All You Need Is Love". Cattivo gusto, incoscienza, o consapevole richiamo al mito di Eros e Thanatos, al lato oscuro e distruttivo dell'amore?
Ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male. (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

Restando in tema di amori distruttivi, questa settimana si è registrata anche la rottura fra Rihanna ed il suo fidanzato, che l'avrebbe gonfiata di botte per una lite dovuta alla gelosia della cantante. Considerando la serie terribile di violenze sulle donne che, in quest'ultimo periodo, sta registrando una frequenza impressionante, consiglierei a tutte di farsi regalare un corso di autodifesa, altro che rose e cioccolatini!
Vabbè che già Plauto conveniva che "Dov`è amore, è dolore", ma cerchiamo di non farci troppo male!

La forza dell'amore e il fascino della festa degli innamorati sono tali che nemmeno la politica e la pubblica amministrazione ne sono immuni. E mentre vengono rivelate le prime fasi del corteggiamento fra Sarkò e Carlà, da questa parte delle Alpi la regione Lazio organizza per San Valentino una festa da 72.000 Euro per i dipendenti. Il cuore dei contribuenti batte più forte, ma solo per la paura di quanto questo inciderà sulla prossima Irpef!
"Un amore di Stato o uno stato d'amore?"

Inutile farsi queste domande, tanto in amore non si hanno certezze!
"Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore" (Emily Dickinson)
Buon San Valentino a tutti

venerdì 13 febbraio 2009

M'illumino di meno (tanto io rifulgo già di luce interiore)


Oggi è la giornata dedicata al risparmio energetico, in cui si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica al problema delle fonti di energia e si propongono alcune semplici strategie per ridurre i consumi (in particolare quelli di energia elettrica).
Alcuni esempi: spegnere le luci quando non servono, come pure gli apparecchi elettronici (e non semplicemente lasciandoli in stand-by); fare una corretta manutenzione degli elettrodomestici (tipo sbrinare frequentemente il frigorifero); mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua (senza addentrarci in astruse e mai studiate leggi fisiche sulla termodinamica, fidatevi, o fate una prova pratica) ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola (anche perché così non fiarate né il mestolo né i manici né le manine quando li afferrate); se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre (un colpo di genio!); utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto, eccetera eccetera...

Sembrerebbe che alcuni consigli siano talmente ovvi da rendere assolutamente superfluo l'avvertimento ed essere ormai entrati nella nostra quotidianità, tipo "se c'hai caldo abbassa il riscaldamento invece di aprire le finestre lasciando i termosifoni a manetta"! ("oh scemo!" - aggiungerei)
Invece, incredibilmente, no! Facendo un giretto negli edifici pubblici ma anche in molte ditte o abitazioni private, si può notare uno spreco (energetico e non solo) diffuso ed abitudinario. Noi dei paesi cosiddetti sviluppati viviamo situazioni un po' schizofreniche, in cui ci sono persone le quali, piuttosto che alzare di una tacca il termostato, si aggirano per casa vestite come degli esploratori siberiani, mentre per andare a lavorare (o in Comune o in ospedale) senza liquefarsi in una pozza di sudore sono costrette a mettersi una t-shirt con le maniche corte a dicembre. E ci sembra perfettamente normale! E poi siamo talmente abituati a questa sovrabbondanza di energia immediatamente fruibile che ho visto gente andare in crisi perché non gli funzionavano più le candelette per l'accensione elettrica del fornello (da brava skizoide pure io, l'ecologista che è in me gli avrebbe voluto suggerire di convogliare la luce solare con una potente lente d'ingrandimento oppure strofinare i famosi bastoncini di legno, anche se per quanto ne so io l'unico che sia mai riuscito ad ottenere il fuoco così è Mac Gywer... poi però la mia indole pragmatica e consumistica m'ha fatto allungare l'accendino!).

Quindi ben venga questa giornata, se serve a farci riscoprire verità dimenticate ed un pizzico di buon senso tanto alla gente comune quando ai nostri politici (più o meno locali).

E a proposito di politici, concludo con le parole dell'indomabile ed inarrivabile Littizzetto:
"(..) continuano a trifolarci l'anima con 'sta storia del risparmio dell'energia.
Noi facciamo di tutto. Chiudiamo i rubinetti quando ci laviamo i denti e ci facciamo venire la schiuma alla bocca come i dobermann, le lavatrici le facciamo di notte come i carbonari, mettiamo le lampadine a basso consumo che quando le accendi per un quarto d'ora ti sembra di stare in una stalla, e chiudiamo il frigo quando ancora abbiamo mezza mano dentro a costo di tranciarcela via per non lasciare il frigo aperto. Però qualcuno mi deve spiegare, mi deve dare un motivo uno del perché, nelle città, si lasciano interi grattacieli di uffici tutti accesi per tutta la notte e nessuno dice nulla. Non c'è uno che fa un plissè. Torrioni accesi a giorno. Luminarie da casinò di Las Vegas. Con un computer ad ogni scrivania acceso pure quello. Ma che ci vuole a obbligare gli uffici a spegnere le luci? E già che ci siamo, a installare le lampadine a basso consumo? Ci avete fatto venire due lampadari di Murano così, con le lampadine a basso consumo e poi? No, perché io posso anche leggere a letto solo alla luce del lampione di sotto per risparmiare energia, ma se poi mi sta completamente acceso il grattacielo di fronte mi sento lievemente presa per il culo. E i frigoriferi dei supermercati? Ne vogliamo parlare? Che fa un freddo che neanche in Alaska? Che se tu passi per il corridoio degli yogurt ti devi mettere il passamontagna e le moffole e arrivi alla cassa coi baffi pieni di brina? Non è spreco di energia anche quello? E' il caso di tenere le mozzarelle alla temperatura degli igloo? Mi chiedo. Che se compri un etto di burro poi per cucinare devi stirarlo altrimenti ti tocca tagliarlo con la motosega? Ci sono frigoriferi a banco lunghi sessanta metri. All'altezza dei salami ti comincia a colare il naso, ai latticini hai la punta delle dita blu, davanti alla pasta per le pizze cominci ad avere la broncopleurite, quando arrivi al latte fresco e yogurt hai tutti i sintomi del congelamento e ti butti sul girarrosto coi polli che sfrigolano perché ti sembra di entrare in una baita al caldo. Ma mettete una porta a 'sti frigo. Che consumano un lago artificiale di corrente al giorno. E i led luminosi che noi dobbiamo spegnere pena la distruzione del pianeta? Quegli occhietti rossi che ci guardano dalla sala? Noi li spegniamo, sì sì. Poi andiamo al super e ci sono 42 televisioni accese che trasmettono tutte lo stesso programma. Questi non sono sprechi di energia, cari politici miei?"


Conclusione della conclusione: quasi quasi vorrei barattare i nostri politici con i vari Federico II di Prussia o Caterina la Grande o Maria Teresa d'Austria: erano sempre dei despoti (ma almeno onestamente dichiarati) però ILLUMINATI!!!

(... sì, lo ammetto, la battuta peggiore della mia vita, credo... E con questo ho concluso davvero, spengo tutto fino all'ultimo led e me ne vado)

martedì 10 febbraio 2009

Non volevo...

...proprio non volevo scrivere un post su Eluana, ma poco fa passando davanti alla TV ho intercettato le parole di Bruno Vespa che presentava il tema del suo Porta a Porta odierno, e mi è salita dentro una rabbia irrefrenabile. Basta con questo sciacallaggio mediatico contro una famiglia che ha fatto della dignità e del rispetto la sua ragion di vita per 17 lunghissimi anni di strazio... Basta con le strumentalizzazioni politiche e con gli anatemi religiosi, basta con le accuse orribili mosse a chi ha solo cercato di fare, nel rispetto delle leggi, ciò che riteneva essere la cosa giusta per una persona amata. Basta con questo assolutismo etico che vuole violare la sfera del privato (e cosa c'è di più privato del proprio diritto a vivere, e morire, nel modo ritenuto più degno purchè nel rispetto degli altri) ed imporre i propri parametri morali a tutti, anche contro la normativa vigente. Basta giudizi e condanne senza remore e senza dubbi da chi non la conosceva, non sapeva nulla di lei, e nella maggior parte dei casi non sa neppure cosa significhi per la famiglia assistere giorno per giorno al persistere meramente biologico e forzato di un ricordo intrappolato senza speranza e senza coscienza in un corpo inerte ed impietosamente soggetto ai continui oltraggi dell'immobilità, le piaghe, i sondini, i cateteri... quanto dolore e rinuncia di sé ci sia nell'arrivare a capire ed accettare che la morte è un dono di libertà e dignità per la persona amata, che pure egoisticamente si sarebbe tentati di tenere ancora accanto, anche solo come pura sussistenza corporea vegetativa, per carezzare ancora quel volto, tenerne ancora le mani calde fra le proprie...

Alla famiglia Englaro vanno tutta la mia comprensione, la mia com-passione, e il mio più profondo rispetto per l'enorme coraggio avuto nel cercare di far valere il diritto della figlia (e di tutti) a non subire trattamenti medici non desiderati, invece di staccare semplicemente quel sondino di nascosto e dirle addio senza tanto rumore.

Buonanotte Eluana...


lunedì 9 febbraio 2009

Hey, che bambola!

No, non è l'esclamazione che mi accoglie di solito quando entro in un saloon... ma solo perché non frequento saloon, sia chiaro!

Sono invece le parole che potrebbero sfuggirvi di bocca ammirando le foto della nuova mostra di Francesca Tilio, dedicata appunto alle Bambole Urbane. Ragazze inconsapevolmente protagoniste. Congelate in un limbo fra realtà, immaginario e immaginazione. Ammantate di un fascino decadente, intimo, polveroso. È la sospensione del tempo e dal tempo la vera dimensione di queste "Urban Dolls" che Francesca Tilio prima "costruisce" e poi cattura con il suo obiettivo.

Qualche scatto si può vedere qui. Per ammirare tutte le bamboline di Francesca avete tempo dal 15/02 al 08/03 presso l'Exmu di Jesi, ma attenzione a non addentrarvi con troppa ingenuità nel suo paese dei balocchi: potreste trovarci delle sorprese!


domenica 8 febbraio 2009

Rassegna Stampa Rattristata

Maroni dichiara che "per contrastare l'immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge". Perché, non lo siamo già abbastanza? Considerando quanti extracomunitari vengono quotidianamente sfruttati in nero nei lavori più umili o pericolosi, ora perfino denunciati e schedati se si recano al pronto soccorso, ma anche bruciati per divertimento se non proprio uccisi ma, per carità, sempre in modo accidentale, fossimo già abbastanza "determinati e rigorosi".
Personalmente, sono d'accordo con Sofocle: "non v'è nemico peggiore del cattivo consiglio".

Stessi disumani rigore e determinazione da parte del Governo e del Vaticano, sempre più allineati nel seguire una linea irrispettosa non solo del dolore privato, ma anche dei diritti costituzionali e della laicità dello Stato, nei confronti della povera Eluana Englaro, al centro di una polemica che stravolge un dolorosissimo dramma personale in una battaglia politica e religiosa. La sua triste vicenda poteva essere un'occasione per affrontare finalmente i nodi irrisolti del testamento biologico e, più in generale, della libertà e dignità individuale ed aconfessionale. Niente di tutto questo. Il mio pensiero va al padre di Eluana, alla sua strenua lotta legale per la libertà ed il rispetto della volontà di sua figlia.
"Libertà vo cercando, ch'è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta." (Dante Alighieri)

Sfruttando apertamente il caso di Eluana come spunto ed arma emotiva, il Premier affonda l'ennesimo attacco alla nostra Costituzione, definita "una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura" e con la "Costituzione russa come (...) modello". Ovviamente, ha smentito il giorno dopo. Certo che comunque questo è proprio fissato coi comunisti, li vede dappertutto!!! Strano, io non li vedo più da nessuna parte...
"Pericolo Rosso"

Un argomento che invece, dopo giorni di super-esposizione mediatica, sta lentamente retrocedendo dalle prime pagine è senza dubbio quello delle intercettazioni e del cosiddetto "archivio Genchi". Presentato dai politici come il più grande scandalo italiano, e dopo una specie di gara a chi ipotizzava numeri sempre più strabilianti di utenze intercettate, ora si sta lentamente sgonfiando: De Magistris è stato prosciolto da ogni imputazione, ed intanto continuano gli arresti grazie proprio alle intercettazioni. Peccato che ormai il guinzaglio alla magistratura sia stato messo, e ben stretto.
"Il telefonino fa male davvero!"

Restando in tema di numeri e sparate, vi suggerisco di giocare al lotto i numeri 2 - 3 - 33 - 40 - 80 - 90. Ossia: 3 gli anni in cui utilizzare i fondi per uscire dalla crisi, 40 i miliardi di Euro stanziati dal Governo, 80 la cifra finale da raggiungere grazie agli aiuti europei, 33 la percentuale di perdita del mercato automobilistico italiano, 2 gli anni di recessione previsti per l'Italia dal Fondo Monetario Europeo. 90? Beh, la paura, no?
"Buona Fortuna!!!"
(ne abbiamo bisogno)

venerdì 6 febbraio 2009

Il gioco della vita - Ivano Fossati



Una voce ruvida, che potrebbe sferzare come sabbia nel vento ma che più spesso sceglie di passare lieve come una carezza. Con una voce così, Ivano Fossati potrebbe cantare anche la lista della spesa, e sarebbe comunque toccante. Invece canta i sentimenti, la vita, gli ideali senza imbarazzo né leziosità, e con una musica che sempre trasuda passione nonostante i tanti anni di mestiere.

Ieri sera l’ho visto dal vivo per la prima volta, ed è stata un’esperienza emozionante. Intervallato dalle osservazioni del cantante, quanto mai distante dalla sua "tradizionale" immagine di artista schivo e un po’ scontroso, il concerto è iniziato con le nuove canzoni, che sintetizzano molte delle sue idee e della sua musica e le spingono avanti, verso evoluzioni sempre nuove ma comunque coerenti, quasi necessari sviluppi di un percorso che (già dai grandi classici del suo repertorio, sfoderati soprattutto nel secondo tempo e nei bis) si intuisce essere per prima cosa umano oltre che artistico, perché Fossati senza dubbio è uno degli artisti "per niente facili / uomini così poco allineati / li puoi chiamare ai numeri di ieri / se nella notte non li avranno cambiati".

"Sarà anche il gioco della vita ma che dolore": con L’Amore Trasparente, Fossati ci ha fatto intraprendere un viaggio musicale che, come ha detto lui stesso, è sotteso da un filo conduttore che si snoda sinuoso e incoerente come è la vita stessa, perché le canzoni come le persone si contraddicono spesso, creando piccoli buffi "cortocircuiti" emotivi. E proprio il gioco della vita, con le sue dolcezze ed i suoi tormenti, si è dipanato nella sequenza delle canzoni: una solida base ritmica ha sottolineato le grandi questioni etiche (pubbliche e private) de La Guerra dell’Acqua, Il Rimedio, Last Minute. Poi con Cantare a Memoria si è passati ad un’atmosfera più intima, evocata dall’uso di strumenti tradizionali ed un finale che sapeva di canto solenne ed antico. L’attualità è tornata in primo piano con Il Paese dei Testimoni, che esprime la paura che la tecnologia ci abbia dato troppa facilità nel catturare la vita degli altri ma anche modificarla, stravolgerla ed usarla a nostro vantaggio, col rischio di diventare testimoni poco affezionati, il contrario di quello che fa la memoria. Una delle poche canzoni in cui Fossati ha abbandonato gli strumenti per dedicarsi esclusivamente al canto, quasi un rap sia nel ritmo incalzante sia nella portata della critica sociale. Come contrappunto, D’Amore Non Parliamo Più: solo pianoforte, fisarmonica e contrabbasso. Una canzone d’altri tempi con un finale blues, ancora sul tema del ricordo e della memoria. Lo stesso tono intimo si è mantenuto in La Costruzione di Un Amore e Una Notte in Italia, eseguite con un’intensità da mettere i brividi. Buontempo ha rotto l’incanto: Fossati ha ripreso la chitarra e coinvolto tutto il pubblico nel ritmo della canzone che ha chiuso il primo tempo.

Il secondo tempo si è aperto con Discanto (forse la canzone più rock della serata), nel cui ritmo sincopato, che andava dall’esecuzione vigorosa al sussurro e viceversa, sembrava quasi di sentire davvero il ritmo della vita. Dopo le chitarre elettriche, con un repentino cambio d’atmosfera, si è imposta la malinconia del mandolino de L’Uomo con i Capelli da Ragazzo, definita da Fossati una canzone d’amore senza che la parola sia mai menzionata nel testo. Al contrario, la parola amore è stata pronunciata ben 14 volte in L’Amore Fa. Dall’amore al perdono, il tema che sottende la successiva Ho Sognato Una Strada. Una vera e propria ovazione ha poi salutato tutte le canzoni successive, Il Bacio sulla Bocca, Italiani d’Argentina, I Treni a Vapore, Di Tanto Amore, L’Arcangelo. Lindbergh e Naviganti sono state assolutamente meravigliose, con il palco spesso immerso nell’oscurità e una musica molto intima ad avvolgere lieve ed accorata gli spettatori in un abbraccio disincarnato.

E proprio con La Musica che Gira Intorno Fossati ed i suoi collaboratori hanno salutato il pubblico, invitando tutti a cantare insieme e ricevendo una meritatissima standing ovation.

Ho un po’ il rimpianto di non aver ascoltato tante altre bellissime canzoni, ad esempio Questi Posti Davanti al Mare quando il mare ci aspettava a pochi metri di distanza, ma sono tornata a casa comunque sentendo ancora dentro "questa musica leggera, così leggera che ci fa sognare".



PS: si veda anche su 60019

mercoledì 4 febbraio 2009

Ho fatto una cavolata!

Barack Obama ha ammesso pubblicamente e senza tanti giri di parole di aver fatto una cavolata, nominando ministri due persone ora accusate di frode ed evasione fiscale. Il neoeletto presidente USA ha affrontato le sue responsabilità, espresso frustrazione per l'errore, si è scusato con gli elettori ed ha subito scaricato i due personaggi.

Ho provato un attimo ad immaginare una cosa del genere in Italia... chissà perché, non ci sono riuscita!


sabato 31 gennaio 2009

Rassegna Stampa Relativistica



Questa settimana, le cose più interessanti non si trovano nei vari mezzi d'informazione, bensì nei commenti dei lettori e nei vari blog, che nel 90% dei casi sono in disaccordo con l'informazione ufficiale e contestano, dibattono, ironizzano e confutano. Di fronte ai maggiori media, che mostrano una sconcertante omogeneità di temi e giudizi, la vera informazione libera è ormai esclusiva delle persone comuni.

Basta pensare, ad esempio, alla manifestazione contro la riforma della giustizia ed in difesa del procuratore di Salerno, Luigi Apicella, convocata dall'Associazione Nazionale Vittime di Mafia e dall'Italia dei Valori. Ufficialmente è diventata l'occasione per l'ennesimo teatrino politico italiano: una grande coalizione bipartisan si è spontaneamente formata per accusare Di Pietro di aver offeso Napolitano (addirittura c'è una formale denuncia contro il leader dell'IDV "per offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato"). Però, chi ha visto la manifestazione non è affatto d'accordo, basta leggere i commenti dei lettori sui vari giornali.
Chi è il vero sordo?

In questo clima avvelenato, in cui si inserisce anche la sparata del Premier sulle intercettazioni (definite "il più grande scandalo della Repubblica"), si apre l'anno giudiziario italiano. I giudici denunciano una situazione di estrema drammaticità della giustizia italiana ed auspicano una rivoluzione culturale che sostenga "un'etica pubblica fondata su una ritrovata legalità anziché sull'idea fuorviante che l'illegalità degli altri sia sufficiente a giustificare la propria". Il Governo risponde per bocca di Alfano (sì, proprio quello che ha firmato il lodo che rende 4 persone superiori alla legge).
Temo che per aver giustizia ci toccherà aspettare il giudizio universale.

Sempre in tema di giustizia, viene subito in mente la terribile ondata di violenze e stupri di questa settimana, con gli aggressori spesso subito liberi o agli arresti domiciliari. Di fronte allo sdegno popolare ed il desiderio di farsi giustizia da soli, sconcerta l'atteggiamento di olimpica serenità del Premier che la butta in burla: "dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...". Che bella idea, peccato però per le ragazze brutte, quelle belle non italiane, e le donne non più giovani: ci dispiace per voi, arrangiatevi.

Intanto si cerca disperatamente un metodo per prevenire inciuci ed imbrogli in Parlamento almeno durante le votazioni. Per evitare il diffuso fenomeno dei pianisti, si pensa di introdurre un costosissimo metodo di votazione basato sulle impronte digitali. Sarà la volta buona? Ho i miei dubbi...
"La leggenda del pianista in Campidoglio"

Altro argomento caldo è ancora la crisi economica mondiale. Da noi, come misura di sostegno all'occupazione Maroni propone un stop di due anni all'ingresso di nuovi lavoratori stranieri in Italia. Ma se con noi facessero lo stesso, per esempio in Inghilterra? Negli USA invece Obama continua le sue iniziative per la ripresa dell'economia, e si indigna per i super bonus ricevuti dagli amministratori delegati delle società con sede a New York, bollandoli come irresponsabili ed immorali.
Yes, we agree!

Tornando invece a parlare di informazione e di dubbi, mentre si celebra la giornata della memoria per non dimenticare le vittime dalla follia nazi-fascista, i rappresentanti lefebvriani, freschi di revoca della scomunica papale, prima affermano che le camere a gas servivano solo a disinfettare, poi chiedono scusa al Papa ma non agli ebrei, e solo "per rispetto dell'autorità pontificia, più che per aderire alla 'Verità'"
Per rispondere con le parole di un ebreo, "Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana, ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi."

giovedì 29 gennaio 2009

confusione co(s)mica

Spirit, il robot della NASA che da cinque anni sta esplorando Marte, è precipitato in un penoso stato di "confusione mentale". Almeno è quello che dicono gli scienziati, visto che non segue più gli ordini ed agisce in modo incoerente.

Meno male, pensavo di essere l'unica ad attraversare una fase di smarrimento...


mercoledì 28 gennaio 2009

Questa sì che è un'idea


C'è crisi? Non riuscite ad arrivare a fine mese? Oppure volete accontentare il nostro Premier che vuole risollevare il PIL coi NOSTRI soldi, ma l'idea di usare i VOSTRI soldi vi turba?

Tranquilli!

Una scaltra signora danese ha escogitato una soluzione inedita: si è recata in una banca (norvegese) con i soldi del Monopoli (sì, sì, proprio quelli) e se li è fatta cambiare! La cosa fantastica è che quel poveretto del cassiere non si è accorto di nulla!!! Poveretto, perché ora lo staranno sbeffeggiando tutti senza pietà. Effettivamente, però...

Ma chi troppo vuole... l'avida speculatrice ci ha riprovato, ma stavolta si è imbattuta in un cassiere un peletto più perspicace che si è accorto dell'inganno ed ha chiamato la polizia.
Peccato, tifavo per la giocatrice di Monopoli.

Vabbuò, io stasera metto in vendita su ebay un albergo + 4 case in Parco della Vittoria, sperando di non finire in galera senza passare dal Via.

domenica 25 gennaio 2009

Obama nel mondo lego

Volete rivedere il giuramento presidenziale di Obama? Volete addirittura provare ad essere voi gli organizzatori delle sue prossime manifestazioni pubbliche? Niente di più facile: basta armarsi dei mitici pupetti Lego e taaaanta taaaanta pazienza, come ha fatto Gary McIntire.

Trovate le differenze!


La galleria fotografica intera si trova su La Stampa mentre qui si può vedere l'animazione video.

sabato 24 gennaio 2009

Rassegna Stampa Repressa

...repressa ed anche un po' depressa. Negli Usa è festa grande per l'insediamento di Barack Obama, primo presidente di colore, che, con la sua giovane età ed il suo carisma, sta portando una ventata di speranza ai suoi elettori. Da noi? Un premier di xx anni che rifiuta di partecipare all'evento perché non si abbassa a fare la comparsa (e come potrebbe abbassarsi oltre?) e un gruppo di politici che perde consensi da tutte le parti.
"Delusione Bipartisan"

E tanto per rimanere in ambito internazionale ed interculturale, il Governo decide che d'ora in poi le preghiere nelle moschee dovranno essere solo in lingua italiana, al fine di evitare istigazioni all'odio. Mossa efficacissima, infatti in italiano è impossibile istigare all'odio, vero?
"Lost in translation"

Intanto i centri di accoglienza sono sempre più drammaticamente inadeguati a fronteggiare la marea di disperati che rischia la vita per cercare una speranza per il futuro in Italia. Alla notizia dell'apertura di un nuovo centro di "identificazione ed espulsione", la popolazione locale ed i "reclusi" immigrati si sono uniti in un'unica protesta. Secondo il premier, la situazione non è preoccupante: ma a lui, del resto non lo preoccupa proprio nulla, nemmeno il PIL a -2%
"Più ottimismo per tutti"

Ma rallegriamoci, alcuni stranieri in Italia riescono ad ambientarsi bene. Basta pensare a Kaka, che ama talmente tanto il Bel Paese da aver rinunciato ad un'incredibile offerta del Manchester per restare al Milan, perché i soldi non sono tutto. Certo, quando di soldi se ne prendono già parecchi...
"Vai dove ti porta il cuore!"

Ultima notizia: Santa Romana Chiesa riscopre internet e Facebook. A Roma si è svolto il convegno nazionale della CEI, "Chiesa in rete 2.0". Non è il punteggio di una partita, è la nuova strategia dell'ecumenismo che, dopo aver messo in guardia i fedeli dai rischi del mondo virtuale, si lancia ora all'evangelizzazione dei cybernauti.
"Cathoogle"


martedì 20 gennaio 2009

L'Ispettore Coliandro

Stasera su Rai2 è ripartita la seconda serie del serial poliziesco dedicato al personaggio creato dalla penna di Carlo Lucarelli. Mi ero persa la prima serie e non mi ero informata, quindi ho guardato questa prima puntata con l'unico indizio dato dal sottotitolo: il braccio maldestro della legge. Sottotitolo rispettato in pieno!

Tra una pausa pubblicitaria e l'altra (efortunacheèlarai, ma vafff...), mi sono ritrovata a guardare un film brioso, insolito ed insolitamente ben recitato (in media, e per essere una produzione italiana), ma soprattutto comico! Divertente il personaggio, ironico il tono anche se tratta argomenti truci (anche troppi forse, c'era tutto: la camorra, la mala slava, il traffico di materiale radioattivo, nights e giri di squillo, omicidi, microcriminalità ecc ecc, ma in questo forse aiuta la caratterizzazione quasi fumettistica del protagonista).

Ma soprattutto mi sono divertita a notare alcuni dettagli, tipo l'immigrata irregolare ed in pericolo, costretta a nascondersi, vivere di espedienti e furtarelli, dormire in rifugi di fortuna, che però ha sempre capelli puliti ed unghie lunghe con un french impeccabile. Ma si sa, la donna è femmina anche in latitanza. Cotale prodigio di eleganza riesce ad immobilizzare il nostro eroe tenendolo sotto tiro con ben due armi, farsi condurre in casa sua, spiegargli il suo piano e poi farsi beatamente un pisolino sul suo divano tenendolo sempre implacabilmente sotto tiro. Girl pow(d)er!

Oppure il kattivo, ke più kattivo non ce n'è, che picchia un poveraccio facendolo grondare sangue dal viso, e poi lo gambizza riuscendo con chirurgica precisione ad evitare anche solo un capillare. Ore ed ore di allenamento al poligono, immagino. E poi, quando il kattivone decide di tranciare la carotide al suo miglior acquirente (tanto è tempo di saldi), il morente, invece di affrescare la telecamera con fiotti di liquido similematico di provenienza similarteriosa, chiude pudicamente ed ermeticamente la ferita con le mani e muore in modo molto delicato.

Altro particolare incongruente è lo stile di guida delle forze di polizia: mai uno che usi le cinture (cosa che gli costa parecchi lividi in caso di brusche frenate) e spesso nemmeno le mani. Ma in fondo, questo è quasi realistico!

Alla fine, i buoni si ritrovano tutti salvi (anche se un po' contusi) per miracolo, rispettando il sottotitolo. Il cerchio si chiude. Attendo con ansia la seconda puntata!

domenica 18 gennaio 2009

BarBiturici e PsicoBar

Vi siete rotti della solita serata al bar, coi soliti amici, il solito drink, le solite chiacchiere? Non vi lamentate, un giorno li rimpiangerete! :)

Ma se intanto sentite che l'Acli di quartiere (con le sue interminabili discussioni su quale carta si sarebbe dovuta giocare nella terzultima mano per accaparrarsi re bello e primiera e le audaci sperimentazioni balistiche sul tappeto verde), o l’ultimo pub fighetto in voga al momento (pieno di pin-up e new dandies che si occhieggiano sorseggiando fashiondrinks e sgranocchiano microcazzatelle carestosissime) proprio non fanno per voi, e non avete abbastanza spirito imprenditoriale per aprire il vostro personal-bar, ci sono delle simpatiche alternative!

Considerando che si sta avvicinando il giorno più triste dell’anno, partirei dallo psycho-bar. Tranquilli, non è un locale dall'aria vagamente sinistra gestito da un tizio con la parrucca e una mamma terribile. Si tratta di un bar a tutti gli effetti, dove però le chiacchiere e, a volte, le confessioni non vengono ascoltate solo dagli amici, da casuali compagni di sbornia o da un barista paziente e comprensivo, ma anche da un vero e proprio psicologo che, invece di stendervi su un lettino, vi analizzerà mentre parlate da dietro un boccale di birra.

Se invece siete restii a farvi strizzare il cervello (oltre che il portafogli) mentre degustate un drink, non c’è problema: c’è il locale che punta dritto al cuore. Basta faticosi viaggi nella psiche ed introspezioni strazianti, l'avventore triste va al bar per sfogarsi! E allora, ecco a voi il bar-emotivo, o bar del pianto: facilitati magari da una sbornia triste o (per i casi davvero difficili) da una strofinatina con una cipolla, i clienti si radunano in un ambiente consono (pochi tavoli, luci basse, musica sentimentale, e pacchi di fazzolettini a iosa) e danno sfogo al loro spleen esistenziale senza imbarazzi o remore. Perché chi non piange in compagnia, o è un ladro o è mia zia!
Sembra che i crying-bar siano in voga in oriente, dove la manifestazione delle emozioni è sicuramente vissuta con più pudore e quindi si crea la necessità di trovare un luogo adatto per lasciarsi andare senza rimetterci l'onore. Comunque, uno che se la ride c'è di sicuro: è il proprietario del bar!

In realtà, queste “tendenze” sono spacciate come novità del 2009 ma le scarse informazioni reperibili in rete (soprattutto per lo psico-bar o il crying-bar) risalgono tutte a qualche tempo fa, e credo non abbiano avuto un successo strepitoso da noi. Del resto, lo psicologo al bar non credo serva a molto, anche perché di solito è un posto dove viene abbastanza facile lasciarsi andare a delle confidenze: sarà l'atmosfera, sarà il fatto che il barista ne ha viste/sentite talmente tante che non vi giudicherà (a volte nemmeno vi starà a sentire), sarà l'alcol che scioglie la lingua (ma attenti a non esagerare: quando è troppo, la intreccia pure)...

Migliore fortuna sembra avere un'altra moda da bar, quella del Karaoke: viene sempre dall'Oriente, ma in Europa si è poi evoluta in direzioni decisamente più stuzzicanti ed ora, dopo aver riempito i nostri bar di improbabili Celine Dion o Michael Bolton (ed accapponanti fonemi simil-inglesi), li fa risuonare di gemiti ed ansiti! Si tratta del porno-karaoke: mentre sul monitor scorrono immagini (rigorosamente insonorizzate) di amplessi bollenti, il pubblico si lancia in scatenati vocalizzi ed esilaranti doppiaggi. Per avventori spudorati (per i timidi, un alto tasso alcolico potrebbe aiutare).



* titolo preso da barbituricipsicobar.splinder.com

sabato 17 gennaio 2009

Rassegna Stampa Rissosa

Questi giorni fa davvero freddo, il che basta per far riemergere su tutti i media la tesi secondo la quale il riscaldamento globale sarebbe un bluff. Nonostante le smentite da parte degli scienziati, molti ci credono ed incominciano a contestare i vari progetti ecologici come il Protocollo di Kyoto. Anche Russia ed Ucraina ci credono, e infatti hanno deciso che i loro principali clienti (gli stati europei) possono benissimo fare a meno del riscaldamento, almeno finché non risolveranno la loro annosa querelle sul pedaggio da pagare per far passare il gas dell'una nei gasdotti che attraversano i territori dell'altra.
"Tra i due litiganti, il terzo starnutisce"

Intanto nel mondo cresce l'ansia per la sorte di migliaia di civili inermi intrappolati nella striscia di Gaza, mentre Hamas continua scriteriatamente a lanciare contro Israele provocazioni sotto forma di razzi ed Israele reagisce bombardando in modo massiccio ed indiscriminato, in stile vagamente biblico (muoia Hamas insieme a tutti i civili palestinesi). Dopo tre settimane, la macabra conta dei morti supera i 1000, vi risparmio la cifra relativa ai bambini, ed oltre 5.000 feriti. Quando arriverà la tregua, sarà comunque troppo tardi per la pace.
"Operazione Erode"

Di fronte alla tragedia in atto nella striscia di Gaza, i politici ed i personaggi pubblici italiani che fanno? Quello che gli viene meglio: polemizzano. Accuse pesanti sono state rivolte a Santoro, reo di aver preso le parti dei palestinesi durante una puntata di Anno Zero. Che coincidenza, anche dalle nostre parti basta esprimere solidarietà per le vittime civili per essere tacciati di anti-semitismo. Chissà se lo diranno anche di tutti coloro che oggi hanno partecipato alla marcia per la pace? Però almeno noi non ci minacciano di censura.
"Semantica o Semitica"

Solidarietà, rispetto e giustizia meritano anche le oltre 30 vittime sul lavoro che si sono registrate in Italia dall'inizio del 2009. Un dramma sminuito col nome "neutro" di morti bianche e di cui si parla troppo poco. Ma se i lavoratori del settore privato piangono, sicuramente non ridono quelli del settore pubblico, il cui ministro Brunetta promette di usare "il bastone e la carota". Migliaia di lavoratori nel panico, si teme che entrambi gli "strumenti di promozione" finiranno nello stesso solo posto. E farà male...
Citando Woody Allen, "non voglio raggiungere l'immortalità con il mio lavoro. Voglio arrivarci non morendo"


Cercando qualche buona notizia per controbilanciare queste pessime notizie, fortunatamente mi sono imbattuta in un evento più lieto: ha appena festeggiato l'ennesimo compleanno, è decisamente vecchio ma sempre uguale, mingherlino, bruttino, un po' storto eppure ancora sulla cresta dell'onda e fermamente intenzionato a rimanerci a tempo indeterminato! Chi è? O Braccio di Ferro o Giulio Andreotti, decidete voi.
"Perché è un bravo ragazzo..."

NB: in riferimento all'Operazione Erode, ci tengo a precisare che non sono affatto ostile agli Ebrei (anzi) e/o allo Stato di Israele, tantomeno sono a favore di Hamas. Sono semplicemente contraria ad ogni forma di guerra, e solidale con le vittime civili, da qualsiasi parte della barricata esse siano.


venerdì 16 gennaio 2009

Amanti della fotografia, audite!

Sabato 17 gennaio, alle ore 13.20 su Rai3, la trasmissione Mediterraneo ospiterà una serie di fotografie scattate da un'artista locale, Francesca Tilio di Jesi.
E' una persona intensa e particolare, come sanno tutti coloro che la conoscono e come si può anche intuire dalla molteplicità dei canali e dei media in cui esprime la sua creatività, fra cui le foto. La serie dedicata al "castello" di Pamukkale in Turchia era già stata ospitata su La Repubblica , e invito tutti i navigatori raminghi di passaggio in questo blog a darci un'occhiata.

Brava Fra, altro che Moira Orfei!

giovedì 15 gennaio 2009

Oceano Mare


Presa da un raptus, questi giorni mi sto rileggendo per l’ennesima volta i romanzi di Alessandro Baricco. E’ uno scrittore (e sceneggiatore, saggista, regista ecc ecc) controverso, amato da molti, assolutamente intollerabile per altri. La critica che più spesso gli viene rivolta è quella di essere uno autore “alla moda”, con uno stile lezioso, ruffiano e troppo egocentrico.

Io, senza alcuna velleità da opinionista o presunzione critica (ci mancherebbe altro), ho bellamente ignorato il saggista-regista-opinionista e mi sono dedicata semplicemente allo scrittore. E il suo è uno stile che mi ha conquistato dal primo libro che ho letto, Oceano Mare. Poi in rapida successione ho letto tutti gli altri, ritrovando sempre quella passione quasi da menestrello nell’inventare e raccontare storie, e nel farlo con uno stile quasi lirico nella scelta delle parole e dei ritmi, che spezzano e forzano il linguaggio quotidiano piegandolo a nuove sfumature di significato, a nuovi toni e nuove sensazioni.
È uno stile che fa assaporare le parole.

E si sente proprio il gusto primigenio del raccontare, nel tessere e poi spezzettare e poi riprendere trame che sembrano animate di vita propria e casuale, ed apparentemente seguono percorsi diversi e fortuiti dove sbandano, si intrecciano e si perdono, per poi sorprendentemente confluire tutte in una epifania in cui tutto trova un suo senso, addirittura una sua necessità, ma lieve, come in un sogno.

Il mio preferito fra i suoi romanzi è e resta Oceano Mare. Sarà che il mare (il mare vero ed il mare mito) mi affascina, sarà che ogni personaggio della Locanda Almayer sembra avere un eco, una risonanza nei miei pensieri, sarà che mi piacciono le poesie e le saghe, e questo romanzo partecipa di entrambe. Ecco, lo stile di Baricco mi fa pensare un po’ a quelle poesie piene di simboli e metafore, un po’ arcane, che leggi con meraviglia e che alla fine ti lasciano senza averti veramente svelato il loro significato (se davvero ne hanno uno), ma con la netta percezione di aver ricevuto qualcosa in regalo.

Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e, tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere

sabato 10 gennaio 2009

Rassegna Stampa Raggelata



Buon anno a tutti! Sarà l'anno della grande crisi o della grande rinascita? Nessuno lo sa con certezza, a parte il nostro illuminato ed ottimista premier, per cui cerco con ansia delle indicazioni nelle news che ci propinano i media.

Indicazioni chiare che, almeno questa settimana, non sono riuscita a trovare. Però ho trovato pagine e pagine di informazioni molto molto interessanti, tipo che d'inverno c'è tempo brutto, fa freddo e al nord Italia nevica. Ma va? Inaudito! E infatti ci sono stati incredibili disagi, Milano è andata in tilt di fronte ad un tale inaspettato scherzo del clima, con il collasso dei trasporti e purtroppo perfino vittime. Ma il sindaco Moratti ha gelidamente rassicurato tutti: secondo lei, "Milano ha retto benissimo il confronto con altre metropoli europee, e se guardiamo a Marsiglia si è comportata meglio" (si, vabbè, Marsiglia è un tantino più a sud e sul mare rispetto a Milano, ma chissenefrega, mica possiamo sempre guardare a chi fa meglio di noi...), e la prossima nevicata l'affronteremo esattamente allo stesso modo. I milanesi ringraziano e stanno già barricandosi in casa...
"Neve-dremo delle belle!"

Bufera anche sul PD, che tra processi, scandali, intercettazioni e crisi interne sta passando davvero un brutto quarto d'ora. La Iervolino, dopo l'epidemia che le ha decimato la giunta, decide di spiegare agli elettori partenopei perché non si dimette, con una lettera aperta che sarà pubblicata sui maggiori giornali locali a spese del comune. Scommetto che gli elettori avrebbero preferito una cartolina...
"Comunicazioni dis-Servizio"

Restando in Italia, la Fiat si trova a fare i conti con l'inarrestabile spirito emulativo dei cinesi che stavolta hanno copiato la nostra Panda, chissà forse per cercare di salvare dall'estinzione i poveri plantigradi bicolori tanto amati dai bambini. A suo tempo la Fiat aveva citato in tribunale la Great Wall Motors, che costruisce e distribuisce la Peri (il clone della nostra utilitaria), ottenendo una sentenza di condanna ed il divieto all'importazione in Europa della vettura asiatica. I cinesi però non si sono lasciati scoraggiare e si sono rivolti ad un tribunale cinese che, toh che strano, li autorizza ora a vendere la Peri in tutto il territorio asiatico. Ma rivolgersi ad un tribunale internazionale no, eh?
"Kung-Fu Panda"

Peri-colo di identità clonate e rubate anche nel resto del mondo: la Befana, invece di dolcetti o carbone, ha portato una sgradita sorpresa agli utenti di Twitter, che la mattina del 6 gennaio si sono risvegliati sommersi da messaggi osceni, spam ed inviti a partecipare a bizzarre iniziative, inviati da svariate personalità "insospettabili". La causa: un attacco di hackers burloni, che sono riusciti a controllare ed usare gli account di "alcune celebrità di primissimo piano quali Barack Obama, Britney Spears, Fox News e altri ancora". La cosa che personalmente mi ha stupito di più, però, è il fatto che Britney venga immediatamente dopo Obama in una lista di celebrità di primissimo piano!
"Carbone per twitter"

"Per il cinema italiano spero che Gomorra vinca l'Oscar. Ma non penso che gioverà all'immagine dell'Italia nel mondo. Abbiamo già tante etichette negative": queste sarebbero state le parole di Fabio Cannavaro, il capitano della nostra nazionale di calcio, che hanno suscitato un vespaio di polemiche. Il giocatore si è difeso, dicendo di essere stato male interpretato (e dopo Berlusconi e Ratzinger, questo simpatico ritornello inizia a trovare favore anche fra gli sportivi).
"Contropiede al Difensore"

Oggi invece i media si occupano nel dettaglio della 9° edizione nostrana del Grande Fratello, che si caratterizzerà per una particolare attenzione all'ecologia e agli aspetti sociali: tra i partecipanti, infatti, ci saranno fra gli altri anche un ex clandestino, un sopravvissuto ad un fulmine, un imprenditore sciupafemmine ed un fornaio in cerca del vero amore, un non-vedente che lavora all'aeroporto di Fiumicino ed una hostess Alitalia, Daniela Martini, divenuta famosa per la lotta condotta per conservare il suo posto di lavoro (e visto che è nella casa, mi sa tanto che non ce l'ha fatta).
"Decollo o décolleté?"

* immagine trovata in carmicimicata e poi modificata