giovedì 24 settembre 2009

sempre in merito alle PMI locali

(vignetta di Natangelo)

Innanzitutto ringrazio tutti quelli che stanno contribuendo alla discussione sull'agonia del tanto lodato modello economico marchigiano, e vorrei aggiungere un paio di spunti di riflessione stavolta più personali: mi sembra che queste ditte a conduzione familiare nascano come poco più che piccole botteghe artigiane. Tutta la famiglia vi è coinvolta, e controlla direttamente tutte le fasi della lavorazione. Una volta incocciati l'idea e/o il prodotto giusti, si ingrandiscono senza però cambiare la propria struttura. La mentalità resta artigiana, per cui il capo (e la famiglia) controlla tutto, non delega nulla, e quindi più aumentano le dimensioni della ditta più il normale svolgimento delle attività si rallenta. E se non ci si adatta, alla fine s'incricca!

Ed anche una mentalità vagamente feudale, per cui la famiglia si circonda di vassalli-dirigenti che, nella maggior parte dei casi, non fanno mai analisi critica: per comodità, o perchè un vassallo non deve mai contraddire il feudatario, pena l'esilio. Men che mai si possono prendere in considerazione le istanze dei lavoratori che spesso, però, vedono per primi i segni di cedimento. Per fare un esempio pratico: io lavoro in un reparto prettamente operativo dove vengono al pettine tutti i nodi della ditta. Se qualcosa nel sistema non funziona, noi lo vediamo subito. Nè i dirigenti nè la direzione hanno mai voluto ascoltare il nostro allarme, e neppure analizzare il disagio di buona parte dei lavoratori che ormai emergeva da più parti. Anzi, siamo stati additati come disfattisti. Figuratevi che ora che abbiamo finalmente iniziato a protestare (e ci abbiamo messo quattro anni prima di perdere la pazienza e scendere in piazza), hanno accusato noi dipendenti di essere i responsabili della disfatta...Come se una catastrofe di tale portata potesse essere causata da 5 giorni di sciopero!!!
Non possiamo neppure assaporare l'amarezza del "ve l'avevamo detto"!!!

Nelle PMI marchigiane e non solo, la sensazione generale è che il dipendente non sia altro che parte di una massa intercambiabile, e che dovrebbe ringraziare per avere l'onore di essere stato accettato in una simile ditta, finchè i padroni non decidono di chiudere o vendere (io l'ho creata, io ne decido le sorti) senza alcun pensiero per i lavoratori, verso i quali invece avrebbero precise responsabilità sociali.
In parte perchè questi patron, queste famiglie di industriali, non hanno alcuna percezione del valore dei loro dipendenti: non si rendono conto che, essendo la ditta gestita ancora a livello artigianale, molte commesse riescono ad essere completate grazie ai dipendenti che, ogni volta che il meccanismo s'inceppa, ci mettono una pezza. Per un compenso minimo poi, nonostante la grande preparazione professionale, l'impegno continuo, tanto tanto lavoro straordinario fornito gratis, massima flessibilità per coprire i periodi di chiusura durante le ferie, e le lodi di responsabili, colleghi e clienti. Nada, niet, nicht! Ai loro occhi valiamo 0: meglio "snellire" l'azienda licenziando per primi gli operativi, darne in subappalto le mansioni (spesso senza analizzare i costi prima, e poi ritrovandosi a pagarle il triplo) e prendere l'ennesimo superdirigente strapagato, che gli dica sempre solo sì (indipendentemente dal fatto che magari abbia già alle spalle altre aziende devastate, e sia sempre pronto a riciclarsi ovunque, perchè ha il curriculum con le scuole giuste, i titoli giusti, i contatti giusti...)

Inoltre, nelle PMI non si tiene in nessuna considerazione la responsabilità e reciprocità del contratto lavorativo. Perchè dovremmo ringraziarli? Per averci dato un lavoro (magari quando eravamo ancora in età da contratti di formazione lavoro e "appetibili" per molte altre ditte, e non c'era ancora questa crisi che aumenta la competizione fra disoccupati) e poi avercelo tolto per la loro incompetenza?? Si ringrazia quando qualcuno "regala" qualcosa. A differenza del mondo feudale, i rapporti fra lavoratore e ditta sono regolamentati da un contratto che è vincolante per entrambe le parti in causa: il dipendente lavora al massimo delle sue capacità, la ditta lo mette in condizione di svolgere al meglio il suo lavoro e lo retribuisce regolarmente. Io ed i miei colleghi i nostri obblighi contrattuali li abbiamo onorati sempre e fino in fondo, anche dopo che la ditta era venuta meno ai suoi: credo che, se proprio qualcuno si merita un ringraziamento, beh quello spetti a noi.

Il re è nudo, ma non si può dire...

6 commenti:

Anonimo ha detto...

hai ragione... Le imprese si stanno giocando il più grande patrimonio delle Marche: le capacità e competenze dei suoi lavoratori, e non lo sanno. Molte imprese non sono più, spesso, né carne né pesce. Altrettanto spesso, i troppi soldi facili hanno imbolsito gli imprenditori della vecchia guardia. I nuovi, no. Molti di loro sono eccezionali, ma pochi lo sanno, li conoscono, danno loro una mano, quando serve.
La politica continua con i finanziamenti a pioggia che servono a bagnare i soliti orticelli, compresi quelli delle associazioni datoriali che indirettamente ne beneficiano e fanculo al resto. I voti si prendono così.
Altro che resistere, resistere, resistere... Qui ci vuole la rivoluzione (delle teste).
Ciao,
mariangela

Daniele S ha detto...

....purtroppo.
Ma non è che solo le PMI abbiano a soffrire di questa malattia: spesso iniziano anche da poche persone associate.

maddeche ha detto...

OT

com'è andato il matrimonio?

Serola ha detto...

OT: il grosso grasso matrimonio italospagnolo è andato benissimo, grazie :)

Gli sposi erano raggianti, gli amici festanti, la pargola dormiente e il cibo muy muy sabroso!

Peccato che non ho ancora nemmeno una foto, visto che la nostra compattina è skiattata tempo fa e mi tocca aspettare le foto dei parientes oppure quelle del fotografo ufficiale, nientepopodimeno che costui

natangelo ha detto...

fa la sua bella figura qui
;-)

Serola ha detto...

Urca, Natangelo in carne ossa e tastiera? Sono onoratissima, aspetta un attimo che mi prostro...

(sfruff ... sfruff ... skonk)

((skonk è il rumore della rotula che scricchiola quando mi rialzo))

scemenze a parte (sdrammatizzo sempre quando sono davvero emozionata), grazie grazie grazie per la visita, torna quando vuoi ma soprattutto continua ad allietarci con le tue vignette: una risata è sempre una cosa meravigliosa, quando per di più fa riflettere è divina!

ciao
Sere