martedì 26 maggio 2009

mi prendo una pausa dalle veline...

...e mi gusto la performance della signora Susan Boyle, inaspettatamente strappata dall'anonimato del suo villaggio in Scozia e proiettata fra le celebrità mondiali grazie ad una sorprendente esibizione canora.

Una donna che, secondo me, è vittima di una doppia discriminazione: la prima ovviamente quando, al suo apparire sul palco di Britains' got talent (un format tv inglese alla X-Factor), tutti l'hanno immediatamente bollata per il suo aspetto a dir poco sciatto, non nascondendo risa di derisione e incredulità, dalle teenagers del pubblico fino ai tre giudici della trasmissione. Ed è proprio la giuria ad aggiudicarsi il mio personale premio "Pozzanghera" per la grande profondità dimostrata: insomma, se vuoi fare la parte dell'esperto di musica (anche se, a dire il vero, non lo sono, nessuno dei tre) che capperina te ne frega dell'aspetto del musicista? Michel Petrucciani sembrava una bambola rotta, e allora? Ma peggio dei sorrisetti iniziali sono state poi le espressioni di incredula ammirazione non appena la babbiona sul palco ha iniziato a cantare: tutta una pantomima esagerata di bocche spalancate e sopraccigli inarcati, ad uso e consumo delle telecamere e dell'audience, per recuperare e calamitare lo sguardo di eventuali telespettatori distratti...
Stucchevoli!

La seconda discriminazione, molto più subdola e, passatemelo, decisamente più stronza, è quella in atto ora: tutti concordi ad esaltare l'incredibile soavità della voce di Susan, ma sempre e ancora in contrapposizione al suo aspetto. Ugly Susy non piace per la sua voce! Piace perché è brutta, zitella e trasandata, un caso umano, uno scorfano insignificante riscattato da un insospettabile talento musicale, la bella e la bestia tutto insieme.

Solo che, a guardarla bene, la signora Boyle non è affatto questa creatura insulsa: è una persona che è riuscita a superare un'infanzia difficile ed una vita frustrante senza perdere la voglia di mettersi in gioco, una donna che scherza sul fatto di non essere mai stata baciata, e che esce dal suo paesino per affrontare le luci della ribalta ben consapevole di non essere una bellezza e nonostante ciò col coraggio, anzi, la spudoratezza (in questa nostra società dove bellezza e giovinezza sono ormai i valori fondamentali) di non camuffarsi, senza nemmeno depilarsi le sopracciglia o tingersi i capelli. Susan sul palco, così com'è, con la sua voce che fa parte di lei tanto quanto la panzetta ed il doppio mento, a scherzare ed accennare 'o movimiento col bacino mentre tutti le ridono in faccia e buttare baci al pubblico adorante poi, senza soluzione di continuità. Ed è per questo che, anche se personalmente non sono una devota del bel canto e delle canzoni melodiche, Ugly Susan ha conquistato anche me: perché è una persona vera, ironica, audace, e sfacciatamente libera.
A prescindere dalla voce.


4 commenti:

quilly ha detto...

Fanculo il talent-show.
Voce pazzesca.....

Serola ha detto...

peccato, non ce l'ha fatta,, nè a vincere, nè a sopportare la tensione

!F! ha detto...

MI SEI PIACIUTA!

Serola ha detto...

Ma grazie, F!

(sei mica parente di V?)