sabato 8 agosto 2009

Pulizie e Sindrome di Diogene

Sti giorni che finalmente ho un po' di tempo per me ne sto approfittando per fare pulizia, a molti livelli: dalla faticosa esplorazione delle varie ere geologiche di vestiti via via depositati dal susseguirsi delle centrifughe su un sempre più gemebondo asse da stiro al laborioso riassestamento di equilibri più personali.

In questa colossale opera di riordinamento, riforma e ristrutturazione, ho scoperto che anche una "conservatrice" maniacale come me può provare il piacere iconoclasta delle d-epurazioni, tanto più necessarie quanto più ci si ritrova sommersi da souvenir del passato (per carità, belli, amati, legati a tanti ricordi, ma ormai desolatamente inanimati). Avete presente l'inconfessabile sollievo che accompagna la visione della bomboniera in cristallo di boemia, lustro ricordo del matrimonio del cugino It, che si spetascia al suolo in mille pezzi mentre stavate spolverando? Ammettetelo, mai la credenza vi è sembrata tanto bella nella sua nitida vuotezza.

Effettivamente a casa mia non è che le mensole soffrano di grande sovraffollamento, essendo io talmente maldestra da risultare letale per ogni ninnolo alla mia portata. Però c'ho questa mania di non buttare mai nulla, uno scontrino, un pezzo di nastro da pacchi, la maglia "portafortuna" dell'università ormai stretta e stinta ma che mi piaceva tanto... so che non serviranno più a nulla, però non riesco a buttarli finchè non sento sinistri scricchiolii provenire dall'armadio o dall'archivio.

Idem nel mondo 2.0: prima del grande repulisti feriale, conservavo centinaia di mails e di allegati inutili, di cronologie chat e contatti di messaggistica silenti da mesi, tutti belli catalogati (perchè ve l'ho detto che sono maniaca) ma nella maggior parte dei casi assolutamente superflui. Pensavo di essere un po' stramba io, invece scopro che si tratta di un comportamento molto comune, tanto da essere stato oggetto di alcuni semi-recenti articoli: cari miei, non si tratta di pidocchieria morbosa, insicurezza congenita, fobia della recessione economica o riciclaggio compulsivo-ossessivo. Si tratta invece di una variante 2.0 della Sindrome di Diogene, quel filosofo cinico (e anche un po' masochista) che abitava in una botte e andava in giro 'gnudo con una lanterna a cercare l'uomo. Che, inizio della digressione, se fosse vissuto ai giorni nostri avrebbe avuto vita assai difficile: un barbone che si professa cittadino del mondo e gira con un lumino in mezzo ai rondisti padani, la vedo brutta - fine della digressione.

Comunque, la Sindrome di Diogene ha svariate piacevolissime manifestazioni, una delle quali si presta anche al mondo digitale: l'accumulo patologico di files vari, spesso mai usati, nel proprio pc. Per quanto riguarda la posta elettronica, il quotidiano spagnolo El Pais (restando in tema di "monnezza", tra un'intercettazione porno ed una foto osé di Villa Certosa) ha associato la Sindrome di Diogene anche a coloro che conservano tutti i messaggi di posta elettronica, spesso inutili o perfino non letti, senza cancellarli mai. Si tratta di una "patologia" nuova nel mondo informatico, resa possibile dalle nuove caselle di posta elettronica che offrono fantastilioni di byte per cui cancellare le mail non è più una necessità, dai vari feedsreader e newsletter, sottoscrivendo i quali si ricevono decine e decine di mail "impersonali" che spesso restano non lette ad ingolfare gli account di posta elettronica, e dall'abitudine di avere più di un account di posta (per mantenere divise certe aree della propria vita).

Ah sì, e poi c'è lo spam, croce e delizia di ogni utente internet, fra proposte di lavoro in neo babel-fish-ico (vorremmo reclutargli la gente per questo lavoro calmo, tutto che aveste bisogno di foste un con computer personale, il Internet e un telefono mobile), improbabili vedove africane che ti eleggono unico degno erede del loro patrimonio miliardario (a patto di donarne una minima parte in beneficenza), e incantevoli ma confuse modelle lituane che hanno scelto me come unico uomo della loro vita (per rispondere vado a saccheggiare il repertorio di Saffo). Ah già, e le offerte irrinunciabili di ViAgRa e ciaaaalis per fare diventare pazza la mia vicina (strano, pensavo bastasse la musica rock a tutto volume quando faccio le pulizie) ecc ecc
Fine seconda digressione, torniamo a Diogene.

I rischi? Beh, a parte quello di perdere ore ed ore per cercare una mail importante o rischiare che passi inosservata nella marea di "monnezza" che la circonda, nei casi più gravi il Diogene cibernetico rischia la chiusura dell'account e la perdita del contenuto. Meglio convertirsi in una delle altre tipologie di utenti di posta elettronica: il classificatore (Sere oggi: ogni mail viene ordinatamente riposta nella cartella a seconda del tema), il selettivo (Sere domani, spero: via tutto quello che non è indispensabile), il sentimentale (Sere ieri: un mio amico mi sommerge di emerite stronzate, ma le conservo tutte in suo onore), l'irresponsabile (Sere mai: quelli che cancellano tutto, salvo poi accorgersi ohcazzoquellamiserviva...) e il "Diogene" appunto.

La cosa più bella sono i consigli di un noto guru dei manager (no, non quello che pensate voi ;) ), che spiega come gestire la posta elettronica senza diventarne schiavi. 10 regolette, facili facili, semplici semplici. Forse troppo semplici, ma comunque potete leggerne un sunto qui.

Uff, per oggi basta, ho ripulito le mail della "monnezza" ma l'ho riversata di qua! Quasi quasi, seguo l'insegnamento di Diogene e cancello anc

3 commenti:

Valeria ha detto...

Ciao Sere!
Anche io allora soffro della sindrome di Diogene... non solo per quanto riguarda la posta elettronica, ma anche in casa....
Non butto via niente... e francamente non me ne importa! Quando avrò bisogno di fare pulizia, la farò... Anche per quanto riguarda le mail.
E poi è troppo commovente/nostalgico ritrovare quella vecchia cosa o quella vecchia mail di cui non ti ricordavi più e tornare al tempo e alle emozioni che le appartenevano!
Francamente dei consigli dei manager me ne infischio! Sono così banali, standardizzati, omologati... meglio essere fantasiosi e disordinati!
Comunque approfitterò anche io delle ferie per fare pulizie! ;)

Mi auguro che la musica della Donà ti sia piaciuta!

Un saluto e buona estate, magari ci si vede in giro!
Valeria

maddeche ha detto...

restando terra terra, anch'io rosico quando mia moglie mi butta via i panni vecchi

lo fa di notte mentre dormo, sto pensando di metterci qualche dispositivo antitaccheggio

Serola ha detto...

mi sa che quest'aspetto ci accomuna un po' tutti: affittiamo un capannone in società? ;)
ciao