sabato 8 novembre 2008

leggi fra le righe

Mattinata molto quieta al negozietto del Commercio Equo & Solidale, ne approfitto per scrivere un po' e rimettere ordine fra i pensieri. Difficile! Sono disordinata per vocazione e, a volte, anche per scelta: non so voi, ma a me le stanze (e le situazioni) troppo precise ed inquadrate mi attraggono e contemporaneamente mi spaventano. Sono linde, ma anche inerti... Una stella danzante nasce dal caos: chi l'aveva detta questa? (Breve ricerca su internet, eccola qui: "Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per partorire una stella danzante". Lode a Nietzche e al world wide web!)

Comunque, pensavo ad un mio amico che l'altro giorno mi faceva notare quanto, secondo lui, questo blog sia diventato impersonale. Credo lo desuma dalla preponderanza di post dedicati a temi di politica, economia, ecologia o di provenienza "esterna" (news, smuficchiando, ...).

Mi ha fatto sorridere, sia di genuino piacere (che bello sapere che ci sono persone che vogliono conoscerci meglio, anche negli aspetti meno evidenti e meno "facili"), sia perché si sbaglia di grosso: tutto quello che è in questo blog è estremamente personale. Della realtà esterna riporto quello che mi interessa o, in qualche modo, mi ha colpito (ovviamente, non tutto quello che mi preme, altrimenti non avrei più tempo per fare altro) e credo di poter generalizzare il concetto: secondo me, nessuno è in grado di registrare il mondo esterno in modo rigorosamente impersonale. Il semplice fatto di prendere in esame una cosa tradisce un riverbero interno, l'eco del coinvolgimento personale che quella stessa cosa ha suscitato nell'intimo dell'osservatore.

Certo, i post dedicati a quella che chiamo Serena-II-la-tempestosa sono più evidenti e forse più "stuzzicanti" (ah, l'indomabile gusto per la curiosità e lo spettegulezz!). Però, in fondo in fondo, è proprio quando mi descrivo in prima persona che la comunicazione si fa meno immediata ed in-mediata. C'è sempre Serena-I-il-censore in agguato, a fare da filtro ed eliminare-trasfigurare-edulcorare gli aspetti meno "maneggevoli". E, del resto, chi non lo fa?

Insomma, forse siamo tutti più "nudi" quando parliamo di altro (io, per esempio, quando sparo cazzate) che non quando parliamo direttamente di noi. Conoscere gli altri è una caccia al tesoro, e gli indizi sono sparsi dappertutto! Buona fortuna!


7 commenti:

maddeche ha detto...

io trovo i blog privati e personali una noia mortale e li salto a piedi pari

continuà così Serola, ho un debole per il tuo stile e se vuoi trasferirti alla Piaga di Velluto il ficus è già pronto...

Wertschellik ha detto...

NietzSche, ricordiamo che era di origini polacche questo strano digramma a forma di nome che era il cognome del buon e pazzo Fred.

Anonimo ha detto...

Bastava dì che mancava una esse senza fà la biografìa etimologica del nome Nietzsche!

Serola ha detto...

Grazie Maddechè, la tua approvazione mi manda ogni volta in brodo di giuggiole! Ma la Piaga di Velluto è perfetta così com'è!

Grazie anche a Vercellik per la doverosa precisazione, anvedi quante robe s'imparano solo analizzando un cognome...

Grazie anche all'anonimo, per averci riportato coi piedi per terra.

Ciao
(S)ere

Nietzschellik ha detto...

Man muss noch Chaos in sich haben, um einen tanzenden Stern gebären zu können.

Serola ha detto...

Das ist eine Sprache, die ich verstehen kann! Danke, Nietzschellik!

Mann aus Vercelli ha detto...

Es tut mir leid, ich verstehe nicht deutsch aber schreibe ich es.

(Mi spiace, io non capisco il tedesco ma lo scrivo)