lunedì 9 febbraio 2009

Hey, che bambola!

No, non è l'esclamazione che mi accoglie di solito quando entro in un saloon... ma solo perché non frequento saloon, sia chiaro!

Sono invece le parole che potrebbero sfuggirvi di bocca ammirando le foto della nuova mostra di Francesca Tilio, dedicata appunto alle Bambole Urbane. Ragazze inconsapevolmente protagoniste. Congelate in un limbo fra realtà, immaginario e immaginazione. Ammantate di un fascino decadente, intimo, polveroso. È la sospensione del tempo e dal tempo la vera dimensione di queste "Urban Dolls" che Francesca Tilio prima "costruisce" e poi cattura con il suo obiettivo.

Qualche scatto si può vedere qui. Per ammirare tutte le bamboline di Francesca avete tempo dal 15/02 al 08/03 presso l'Exmu di Jesi, ma attenzione a non addentrarvi con troppa ingenuità nel suo paese dei balocchi: potreste trovarci delle sorprese!


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Carine son carine, alcune poi proprio belle.
...ma non vorrei facessero un vago sott'inteso di oggettivazione della donna...non è il caso visti i tempi...

Daniele_Sole

Serola ha detto...

Credo che il termine "bambola" sia usato solo perchè la fotografia effettivamente disincarna, oggettivizza nella fissità di un attimo immutabile il soggetto raffigurato. In questo senso, le ragazze ritratte diventano bambole, ossia una forma di donna astratta, quasi un simulacro...

Comunque questa è solo la mia personale interpretazione, vediamo se Fra trova un attimo per partecipare al dibattito, sarebbe interessante.

Ciao
Sere

Francesca ha detto...

Bambole perchè donne inconsapevolmente protagoniste che in quel preciso momento, per meno di un secondo, hanno abdicato alla ricerca della loro essenza, regalandoci la possibilità rara di esplorare, quasi voyeristicamente, le pieghe più intime della loro anima.

Grazie Sere!

Serola ha detto...

Grazie a te, Fra. Ci vediamo domani!